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Art. 221, comma 4, d.l. n. 34 del 2020

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Licenza sala giochi: quando serve l’art. 88 TULPS?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30971/2023, ha stabilito che la licenza sala giochi generica ex art. 86 T.U.L.P.S. non è sufficiente per installare apparecchi da intrattenimento (AWP) se nel locale si svolge anche attività di raccolta scommesse. In tal caso, è obbligatoria la specifica autorizzazione prevista dall'art. 88 T.U.L.P.S. La Corte ha rigettato il ricorso del titolare di una sala, confermando la sanzione amministrativa e validando l'accertamento dell'attività di scommesse basato su prove presuntive.
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Termine deposito note scritte: ordinatorio, non perentorio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15331/2024, ha stabilito un principio cruciale riguardo al processo civile durante l'emergenza Covid-19. La Corte ha chiarito che il termine per il deposito delle note scritte, previsto per sostituire l'udienza in presenza, è da considerarsi ordinatorio e non perentorio. Di conseguenza, il deposito tardivo delle note non può essere equiparato alla loro totale omissione e non comporta l'estinzione del processo, la quale si verifica solo se nessuna delle parti deposita alcunché. La sentenza ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva erroneamente dichiarato estinto il giudizio per un tardivo deposito.
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Principio di sintesi: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcune lavoratrici che chiedevano il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. La decisione non è entrata nel merito della questione, ma si è basata su un vizio di forma: il ricorso violava il principio di sintesi, essendo l'esposizione dei fatti lunga oltre 90 pagine e consistente in una mera riproduzione degli atti precedenti. La Corte ha ribadito che la chiarezza e la concisione sono requisiti essenziali per l'ammissibilità del ricorso.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Cassazione respinge il ricorso di un'azienda contro una sanzione dell'Ispettorato del Lavoro. Il motivo principale è il ricorso tardivo presentato in primo grado. Vengono inoltre dichiarati inammissibili i motivi relativi a vizi di notifica e alla procedura scritta emergenziale, confermando le decisioni dei giudici di merito.
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Principio del contraddittorio: sentenza nulla per udienza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello per violazione del principio del contraddittorio. Un ente previdenziale non era stato informato del passaggio da un'udienza a trattazione scritta a una orale, vedendo così leso il proprio diritto di difesa. La Suprema Corte ha stabilito che tale vizio procedurale comporta la nullità della decisione e ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio, sottolineando l'importanza fondamentale di garantire a tutte le parti di essere ascoltate.
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