Un imprenditore edile viene condannato per aver impiegato un lavoratore extracomunitario senza permesso di soggiorno. In sua difesa, sostiene di aver agito in buona fede e che, comunque, il reato fosse di lieve entità. La Corte di Cassazione respinge la tesi della buona fede ma accoglie quella sulla 'particolare tenuità del fatto'. I giudici supremi ritengono che la Corte d'Appello abbia sbagliato a calcolare la durata dell'illecito e a valutare la condotta dell'imprenditore. Di conseguenza, la sentenza di condanna viene annullata con rinvio: un altro giudice dovrà stabilire se il fatto è così lieve da non meritare una punizione.
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