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Art. 22, comma 1, del d.l. n. 78 del 2010

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Redditometro: onere della prova del contribuente
L'Agenzia delle Entrate contesta a una contribuente un reddito superiore a quello dichiarato, basandosi sul "redditometro" per l'anno 2007. La Commissione Tributaria Regionale annulla l'accertamento, ma la Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'Agenzia. La Corte stabilisce che il contribuente, per superare la presunzione del redditometro, deve fornire prova documentale rigorosa delle fonti di reddito alternative usate per le spese, non bastando contestare genericamente gli indici di spesa.
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Perdita beni: prova tardiva non deducibile dal Fisco
Un contribuente si è visto negare la deduzione per la perdita di beni a seguito di un allagamento, a causa della presentazione tardiva della documentazione. La Corte di Cassazione ha confermato che l'autocertificazione, prodotta cinque anni dopo l'evento e solo a seguito di un accertamento fiscale, non costituisce prova idonea. La sentenza chiarisce inoltre che l'obbligo di contraddittorio preventivo non era applicabile per l'anno d'imposta 2008.
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Onere della prova redditometro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito i requisiti dell'onere della prova redditometro a carico del contribuente. A seguito di un accertamento sintetico per l'acquisto di un immobile, un contribuente aveva giustificato la spesa con fondi provenienti da parenti e un mutuo. Le corti di merito avevano accolto la sua tesi. La Cassazione ha però cassato la sentenza, stabilendo che il contribuente deve fornire prova documentale non solo dell'esistenza di tali fondi, ma anche della loro entità e del periodo di possesso, per renderne verosimile l'impiego nella spesa contestata. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Contraddittorio preventivo: non serve per il 2008
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23593/2024, ha stabilito che per gli accertamenti sintetici basati sul 'vecchio' redditometro e relativi all'anno d'imposta 2008, non è richiesto il contraddittorio preventivo a pena di nullità. La Corte ha chiarito che tale obbligo è stato introdotto solo a partire dal periodo d'imposta 2009. Di conseguenza, è stata annullata la decisione di merito che aveva invalidato l'atto impositivo per ragioni procedurali, rinviando il caso per l'esame del merito.
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Redditometro: quando l’accertamento è legittimo
Un contribuente impugnava avvisi di accertamento basati sul redditometro. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il redditometro costituisce una presunzione legale e spetta al cittadino fornire prova contraria idonea a superarla. La Corte ha anche chiarito che l'obbligo del contraddittorio preventivo non si applicava ai fatti di causa.
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Accertamento sintetico: nuove prove in appello?
Una contribuente contesta un accertamento sintetico basato sul redditometro. L'Agenzia delle Entrate aveva parzialmente accettato una vincita al lotto come giustificazione per l'acquisto di beni, ma non per le spese di mantenimento. In appello, la contribuente ha tentato di introdurre nuove prove di una vincita molto più cospicua. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione del giudice di merito secondo cui tale cambio di strategia difensiva e le nuove prove sono inammissibili in appello. Il caso evidenzia i limiti processuali nell'introdurre nuovi fatti nel contenzioso tributario.
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