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art. 219, comma 3, l. fall.

6 provvedimenti

Particolare tenuità del fatto e bancarotta: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per bancarotta documentale semplice e omessa dichiarazione dei redditi. La Corte ha stabilito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non si applica quando la condotta omissiva, come la mancata tenuta delle scritture contabili, è protratta nel tempo (in questo caso per un triennio) e si inserisce in un contesto di grave dissesto finanziario, con un passivo di circa tre milioni di euro.
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Amministratore di fatto: la responsabilità per bancarotta
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati per reati di bancarotta. La sentenza conferma che la qualifica di amministratore di fatto si basa su indici concreti di gestione, come impartire direttive e gestire la contabilità, rendendo il soggetto responsabile penalmente. Viene inoltre ribadito che i reati di bancarotta sono configurabili anche se la società è ammessa al concordato preventivo e non formalmente fallita.
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Amministratore di fatto: la responsabilità penale
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta di un amministratore di fatto, chiarendo l'irrilevanza di una precedente assoluzione in sede civile. La sentenza sottolinea come la prova della gestione di fatto si basi su elementi concreti e come la bancarotta documentale impedisca il riconoscimento dell'attenuante per danno di lieve entità. Il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile.
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Bancarotta fraudolenta: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per bancarotta fraudolenta distrattiva. La sentenza conferma la condanna per aver sottratto beni immobili della società fallita a danno dei creditori. La Corte ha ritenuto le censure del ricorrente come una mera riproposizione di questioni di fatto già valutate nei gradi di merito, ribadendo i limiti del giudizio di legittimità.
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Bancarotta fraudolenta extraneus: la responsabilità
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale a carico dell'amministratore di una società e di un complice esterno (extraneus). La Corte ha ritenuto provato che, attraverso un fittizio contratto di consulenza, i due avessero orchestrato la distrazione di ingenti risorse (denaro, quadri e codici sorgente di un software) dal patrimonio della società, poi fallita. La sentenza chiarisce che per la responsabilità del concorrente esterno è sufficiente la consapevolezza di contribuire a un'operazione che depaupera la società, creando un pericolo per i creditori, senza che sia necessario uno specifico intento di causare il fallimento.
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Bancarotta documentale: il dolo specifico si presume?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta documentale di un amministratore che aveva omesso di consegnare i libri contabili al curatore. Secondo la Corte, il dolo specifico di recare pregiudizio ai creditori è stato correttamente desunto dal fatto che l'imputato aveva redatto e depositato il bilancio finale di liquidazione, dichiarandolo conforme a quelle stesse scritture che sosteneva di non possedere. È stata inoltre respinta la richiesta dell'attenuante del danno di speciale tenuità, poiché il danno non si limita al passivo, ma include l'impedimento all'esercizio delle azioni a tutela dei creditori.
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