La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di bancarotta semplice a carico di un imprenditore che aveva gestito irregolarmente la contabilità aziendale per diversi anni. Il ricorrente aveva richiesto l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'articolo 131-bis del codice penale. Tuttavia, i giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando che la condotta illecita non poteva considerarsi tenue in quanto protratta per più esercizi finanziari (2013 e parte del 2014). La reiterazione delle violazioni contabili esclude infatti la natura episodica del reato. Di conseguenza, oltre alla conferma della responsabilità penale, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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