Un imprenditore, già condannato per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, ha presentato ricorso in Cassazione. Sosteneva che il reato fosse prescritto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio fondamentale: per la bancarotta fraudolenta, il termine di prescrizione inizia a decorrere solo dalla data della sentenza di fallimento. Le argomentazioni dell'imprenditore sono state ritenute un tentativo di ridiscutere i fatti, non un valido motivo legale. Di conseguenza, la condanna è stata confermata e l'imprenditore è stato obbligato a pagare le spese processuali e una multa di 3.000 euro.
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