La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10158/2024, ha confermato la condanna di un amministratore per bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale. La Corte ha stabilito che l'occultamento delle scritture contabili, finalizzato a nascondere la distrazione di ingenti somme di denaro a danno dei creditori, integra il dolo specifico richiesto per la fattispecie fraudolenta, escludendo la derubricazione a bancarotta semplice.
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