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Art. 21-ter d.l. n. 113 del 2018

5 provvedimenti

Tenuità del fatto: reati prescritti e condotta abituale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, confermando che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) non è applicabile in caso di condotta abituale. La Corte precisa che, per valutare l'abitualità, si possono considerare anche reati della stessa indole precedentemente commessi, anche se ormai prescritti.
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Daspo Urbano: quando si configura il reato?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un individuo per la violazione del daspo urbano. La sentenza stabilisce un principio chiave: per configurare il reato è sufficiente il mero accesso o attraversamento dell'area interdetta, non essendo necessario dimostrare lo stazionamento o la sosta prolungata. Il ricorso dell'imputato, che sosteneva l'insussistenza del reato per il solo fatto di transitare, è stato dichiarato inammissibile.
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Area interdetta: inammissibile il ricorso di fatto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per aver violato un provvedimento che gli interdiceva l'accesso a una determinata area interdetta. L'appello è stato rigettato perché basato su mere doglianze di fatto, già valutate logicamente dalla corte territoriale, confermando che la semplice presenza nella zona proibita, provata da testimonianza, è sufficiente per integrare il reato.
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Ricorso inammissibile se ripetitivo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, ribadendo che non è possibile contestare in sede di legittimità la valutazione dei fatti già operata nei gradi di merito. Il ricorso è stato giudicato una mera ripetizione dei motivi d'appello, senza una critica specifica alla sentenza impugnata. La Corte ha inoltre confermato la decisione di non applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa della "pervicacia" e del carattere non occasionale della condotta dell'imputato.
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Ricorso in Cassazione: motivi nuovi e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché basato su motivi nuovi, non sollevati nel precedente grado di appello. La sentenza ribadisce che il ricorso in cassazione non può essere utilizzato per introdurre censure non discusse in precedenza, confermando la condanna dell'imputato al pagamento delle spese processuali.
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