LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

art. 21, settimo comma, d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633

6 provvedimenti

Operazioni Inesistenti: Ricorso Inammissibile, Cooperativa Condannata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da una Cooperativa contro un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate. L'accertamento riguardava IRES, IRAP e IVA per l'anno 2005, basato su fatture relative a operazioni oggettivamente inesistenti. La Commissione Tributaria Regionale aveva già accolto l'appello dell'Agenzia, confermando che la Cooperativa aveva ottenuto un risparmio d'imposta. La Cassazione ha ritenuto il ricorso della Cooperativa inammissibile per violazioni procedurali, in quanto non esponeva chiaramente i fatti e le motivazioni della sentenza impugnata. La Cooperativa è stata condannata al pagamento delle spese legali.
Continua »
Operazioni soggettivamente inesistenti: onere prova AE
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19568/2024, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo un principio chiave in materia di operazioni soggettivamente inesistenti. La Corte ha confermato che spetta all'Amministrazione Finanziaria l'onere di provare, anche tramite indizi, non solo la fittizietà del fornitore, ma anche la consapevolezza della frode da parte del contribuente che ha ricevuto la fattura. In assenza di tale prova, la pretesa fiscale è illegittima.
Continua »
Utili extracontabili: la presunzione per i soci
La Corte di Cassazione ha confermato che, in caso di accertamento di utili extracontabili in una società a ristretta base partecipativa, opera una presunzione sulla loro distribuzione ai soci. L'ordinanza analizza un caso relativo a una società del settore rottami che aveva utilizzato fatture per operazioni inesistenti. La Corte ha rigettato il ricorso di un socio, stabilendo che spetta a quest'ultimo l'onere di provare che tali utili sono stati accantonati o reinvestiti, vincendo così la presunzione. È stato inoltre chiarito che l'IVA è dovuta anche su operazioni inesistenti in regime di inversione contabile.
Continua »
Frode IVA: Assoluzione penale e onere della prova
Una società impugna un avviso di accertamento per frode IVA, sostenendo la propria buona fede e facendo leva su una sentenza di assoluzione penale del suo legale rappresentante per gli stessi fatti. Dopo la conferma dell'accertamento nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non decide nel merito ma rinvia la causa a pubblica udienza. La Corte ritiene necessario un approfondimento sull'impatto delle nuove normative (art. 21-bis D.Lgs. 74/2000) che potrebbero rafforzare il valore della sentenza penale nel processo tributario, specialmente in tema di onere della prova per frode IVA.
Continua »
Frode carosello e onere della prova: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21311/2024, ha chiarito la ripartizione dell'onere della prova in materia di frode carosello e la presunzione di riferibilità alla società dei prelievi dai conti correnti personali dei soci di una S.r.l. a ristretta base partecipativa. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a una società la partecipazione a una frode IVA, disconoscendo la detrazione per acquisti soggettivamente inesistenti, e aveva ripreso a tassazione prelievi dai conti dei soci. La Corte ha cassato la decisione di merito, affermando che spetta all'Amministrazione fornire gli indizi della frode, dopodiché grava sul contribuente l'onere di provare la propria buona fede e l'adozione della massima diligenza. Inoltre, ha ribadito la presunzione legale per cui i prelievi dai conti dei soci si considerano ricavi della società, invertendo l'onere della prova a carico di quest'ultima.
Continua »
Onere della prova frode IVA: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in un caso di presunta frode IVA per operazioni soggettivamente inesistenti. I giudici hanno stabilito che l'onere della prova della consapevolezza della frode da parte del contribuente spetta all'Ufficio. La Corte ha confermato la decisione di merito che riteneva insufficienti gli indizi forniti dall'Agenzia, valorizzando invece la diligenza della società contribuente, che aveva condotto verifiche sul fornitore. La valutazione complessiva e motivata degli elementi probatori da parte del giudice di merito non è sindacabile in sede di legittimità.
Continua »