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Art. 21, d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633

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22 provvedimenti

Onere della prova: come provare operazioni contestate
Una società riceve un accertamento per operazioni inesistenti. Nonostante la presentazione di prove come pagamenti e dichiarazioni di dipendenti, la Cassazione ha chiarito che l'onere della prova non è assolto. La Corte ha stabilito che tali elementi, spesso usati per simulare operazioni fittizie, non sono sufficienti da soli, e ha rinviato il caso per un nuovo esame delle prove.
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Onere della prova frode IVA: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13537/2025, ha chiarito i contorni dell'onere della prova in materia di frode IVA per operazioni soggettivamente inesistenti. La Corte ha stabilito che, per dimostrare la propria buona fede, il contribuente non può limitarsi a provare la regolarità dei pagamenti o la marginalità delle operazioni contestate rispetto al volume d'affari. È richiesta una prova più rigorosa della propria diligenza nell'evitare di essere coinvolto in schemi fraudolenti. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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