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art. 21 d.lgs. n. 58 del 1998

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Adeguatezza degli investimenti: cliente tace ma perde la causa
Una risparmiatrice, di professione avvocato, ha citato in giudizio una banca chiedendo il risarcimento dei danni per perdite subite su investimenti ritenuti inadeguati. All'atto della firma del contratto, la cliente aveva rifiutato di compilare il modulo sul proprio profilo di rischio. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda, ritenendo che la banca avesse correttamente ricostruito un profilo di rischio medio basandosi su elementi esterni, come la professione e le precedenti operazioni della cliente. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che il rifiuto del cliente di fornire informazioni non esonera l'intermediario dal valutare l'adeguatezza degli investimenti, potendo quest'ultimo desumere il profilo di rischio da altri elementi oggettivi disponibili al momento della firma del contratto quadro.
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Perdite e obblighi informativi dell’intermediario finanziario
Due risparmiatori subiscono perdite finanziarie dopo aver acquistato quote di fondi comuni consigliate da un promotore. Il cessionario del credito agisce contro la banca per il risarcimento dei danni. La banca chiama in causa il promotore. La Corte d'Appello condanna la banca al risarcimento e il promotore a rifondere il 50% alla banca, ritenendo violati gli obblighi informativi dell'intermediario finanziario. La Cassazione dichiara inammissibili sia il ricorso del promotore sia quello della banca. I giudici confermano che la semplice consegna del prospetto informativo non basta ad assolvere i doveri di informazione attiva e passiva. La banca e il promotore devono risarcire il danno in quanto non hanno provato di aver informato adeguatamente i clienti sui rischi specifici dell'operazione.
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Dovere di informazione della banca: risarciti i rischi taciuti
Un investitore privo di esperienza acquistava prodotti finanziari ad alto rischio proposti da un istituto di credito, subendo gravi perdite patrimoniali. Gli eredi del risparmiatore citavano in giudizio la banca per violazione degli obblighi informativi. La Corte d'Appello condannava l'istituto al risarcimento dei danni. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso della banca. I giudici hanno ribadito che il dovere di informazione della banca non si esaurisce nella generica comunicazione del rischio di perdita del capitale. L'intermediario deve valutare l'adeguatezza dell'investimento rispetto al profilo del cliente e dimostrare di aver fornito informazioni dettagliate. La liquidazione anticipata dei titoli da parte del risparmiatore per evitare ulteriori perdite non costituisce concorso di colpa. La banca è stata condannata a risarcire oltre 228.000 euro.
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Obbligo informativo dell’intermediario: no ai moduli generici
Gli eredi di un'investitrice hanno citato in giudizio una banca chiedendo il risarcimento dei danni per l'acquisto di obbligazioni argentine poi andate in default. La Corte di Cassazione ha chiarito che le modifiche di legge non rendono nullo il vecchio contratto quadro. Tuttavia, ha accolto il ricorso degli eredi stabilendo che la banca ha violato l'obbligo informativo dell'intermediario. Non basta avvisare genericamente il cliente che un titolo è rischioso o che si può perdere il capitale. La banca deve fornire informazioni concrete, dettagliate e aggiornate sul reale rischio di insolvenza dello Stato emittente, avvalendosi anche dei dati delle agenzie di rating. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Responsabilità dell’intermediario finanziario: risparmio tutelato
Alcuni risparmiatori hanno citato in giudizio una banca per il risarcimento dei danni subiti a causa del default di obbligazioni ad alto rischio acquistate nel 2001. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda ritenendo sufficienti le informazioni fornite e la propensione al rischio dei clienti. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dei risparmiatori, sancendo la responsabilità dell'intermediario finanziario. I giudici hanno stabilito che la banca non può adempiere ai propri obblighi informativi senza aver prima acquisito l'offering circular (il documento con le caratteristiche essenziali dell'emissione), qualora i titoli siano privi di rating e prospetto. Tale obbligo sussiste anche se la banca non ha partecipato direttamente al collocamento dei titoli e non viene meno con la firma di moduli standard o per la generica propensione al rischio del cliente. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Inadempimento informativo della banca: tutela anche chi rischia
Due investitori subiscono gravi perdite operando in derivati. Gli investitori accusano l'istituto di credito di non aver comunicato tempestivamente le perdite superiori al cinquanta per cento del capitale, violando i propri obblighi. La Corte d'Appello respinge la richiesta di risarcimento, ritenendo che le perdite derivassero dalla spiccata propensione al rischio dei clienti. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso degli investitori. I giudici stabiliscono che l'inadempimento informativo della banca fa presumere il nesso di causalità con il danno. Questa presunzione non può essere superata dimostrando la generica propensione al rischio del cliente. Anche l'investitore speculativo ha diritto a ricevere le informazioni necessarie per compiere scelte consapevoli. La sentenza impugnata viene cassata con rinvio.
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Prescrizione risarcimento danni: quando decorre
Una società immobiliare ha citato in giudizio un istituto bancario per ottenere la nullità di un acquisto di obbligazioni argentine e il risarcimento dei danni per violazione degli obblighi informativi. La Corte di Cassazione ha confermato la validità del contratto-quadro preesistente al T.U.F., ma ha accolto il ricorso sul tema della prescrizione risarcimento danni. La Corte ha stabilito che il termine decennale non decorre dal momento dell'ordine di acquisto, bensì dal momento in cui il danno economico si manifesta concretamente e diventa oggettivamente percepibile per l'investitore.
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Interest Rate Swap: validità e costi occulti
La Corte d'Appello ha confermato la validità di un contratto di Interest Rate Swap, rigettando l'appello basato sulla presunta presenza di costi occulti. La decisione si fonda sulla trasparenza del Mark to Market, che era stato correttamente dichiarato nella proposta contrattuale, rendendo il derivato pienamente legittimo e meritevole di tutela.
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Offerta al pubblico: doveri di vigilanza del sindaco
La Cassazione conferma la sanzione a un sindaco di una banca per omessa vigilanza su una campagna di vendita di azioni proprie, qualificata come offerta al pubblico non autorizzata. La Corte chiarisce che una comunicazione standardizzata, anche se veicolata personalmente, costituisce offerta al pubblico e che l'onere di provare l'assenza di colpa grava sul sindaco.
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Errore di fatto: quando la Cassazione non si corregge
Un istituto di credito ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione, sostenendo un errore di fatto. La Corte aveva precedentemente cassato una sentenza d'appello in una controversia su gestioni patrimoniali. In questa ordinanza, la Cassazione dichiara inammissibile la richiesta di revocazione, chiarendo che la sua precedente decisione non si basava su una svista materiale, ma su una valutazione giuridica del ragionamento del giudice d'appello. La richiesta della banca è stata quindi respinta in quanto tentativo di ottenere un riesame nel merito, non consentito tramite lo strumento della revocazione per errore di fatto.
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Responsabilità del manager: CONSOB e sanzioni.
La Corte di Cassazione ha confermato le sanzioni amministrative a carico del responsabile di una direzione di un istituto bancario, rigettando il suo ricorso. La sentenza stabilisce due principi chiave: la competenza dell'autorità di vigilanza finanziaria (e non dell'Antitrust) su illeciti specifici del settore e il criterio della "responsabilità effettiva" del manager, basata sul suo concreto coinvolgimento nelle operazioni irregolari, indipendentemente dal ruolo formale. La sanzione è stata ritenuta congrua data la gravità dei fatti.
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