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Art. 2071 Codice Civile

6 provvedimenti

Superiore inquadramento: contano le mansioni, non il ruolo
Una lavoratrice ha ottenuto il riconoscimento di un superiore inquadramento professionale. Il datore di lavoro si era opposto sostenendo che la dipendente non fosse formalmente a capo di un ufficio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per il superiore inquadramento sono decisive le effettive mansioni svolte, la loro complessità e responsabilità, e non la mera preposizione a una struttura organizzativa formale.
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Sgravi contributivi agricoltura: onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11764/2024, ha rigettato il ricorso di un imprenditore agricolo confermando che l'onere della prova per la fruizione degli sgravi contributivi agricoltura grava interamente sul datore di lavoro. Questi deve dimostrare la sussistenza di tutti i requisiti richiesti dalla legge e dai contratti collettivi. Parallelamente, la Corte ha respinto il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che la perdita delle agevolazioni in caso di irregolarità deve essere proporzionale alla violazione e limitata ai soli lavoratori coinvolti, non estesa a tutta l'azienda.
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Licenziamento per assenza prolungata: è legittimo?
Un lavoratore, assente per oltre un anno a causa di arresti domiciliari, è stato licenziato sulla base di una clausola del CCNL. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del recesso, qualificandolo come licenziamento per assenza prolungata dovuta a impossibilità sopravvenuta della prestazione. La Corte ha stabilito che, decorso un congruo periodo, l'interesse del datore di lavoro alla prestazione viene meno, indipendentemente dall'esito del procedimento penale a carico del dipendente.
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Licenziamento collettivo fondazioni: quando è valido
Un primo ballerino impugnava il suo licenziamento, parte di un licenziamento collettivo fondazioni a seguito della soppressione del corpo di ballo di un ente lirico-sinfonico. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del recesso, chiarendo che la scelta di sopprimere un intero settore, basata su ragioni tecnico-organizzative, è insindacabile nel merito e non viola le norme sui piani di risanamento. La sentenza ha inoltre validato la procedura seguita, inclusa la deroga al patrocinio dell'Avvocatura dello Stato.
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Licenziamento assenza ingiustificata: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30612/2024, ha confermato l'illegittimità di un licenziamento per assenza ingiustificata. Il caso riguardava un lavoratore licenziato per essersi assentato a seguito di un malinteso sulla durata delle ferie autorizzate. La Corte ha stabilito che il giudizio sulla proporzionalità della sanzione spetta al giudice di merito e che un fraintendimento tra le parti può ridurre la gravità della condotta, rendendo il licenziamento una misura eccessiva.
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Onere prova ferie: la Cassazione chiarisce i ruoli
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16603/2024, si è pronunciata su un caso riguardante la richiesta di un lavoratore per un inquadramento superiore e il pagamento dell'indennità per ferie non godute. Pur ribadendo il moderno principio secondo cui l'onere prova ferie spetta al datore di lavoro, che deve dimostrare di aver invitato il dipendente a usufruirne, la Corte ha respinto il ricorso. La decisione si fonda sull'accertamento di fatto, non sindacabile in sede di legittimità, secondo cui il lavoratore non aveva inizialmente provato il mancato godimento delle ferie, condizione necessaria affinché l'onere si sposti sull'azienda.
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