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Art. 2033 Codice Civile

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1689 provvedimenti

Saldo rettificato e prescrizione bancaria
La Corte di Cassazione ha stabilito che, per determinare la prescrizione delle rimesse solutorie in un conto corrente, occorre fare riferimento al saldo rettificato e non a quello fornito dalla banca. La decisione sottolinea che l'eliminazione delle appostazioni illegittime deve precedere l'individuazione dei pagamenti soggetti a prescrizione decennale.
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Estratti conto bancari e onere della prova
Una società correntista ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello che negava il rimborso di somme indebitamente addebitate su conti correnti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la mancata produzione dell'intera serie degli estratti conto bancari impedisce la ricostruzione del saldo e l'accertamento dell'indebito, rendendo insufficienti i soli conti scalari in presenza di alta movimentazione.
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Ripetizione dell’indebito: restituzione canoni appalto
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di restituzione di oltre 1,4 milioni di euro versati da un ente pubblico a una società di gestione rifiuti. Nonostante il sequestro di una discarica avesse reso impossibile parte del servizio, i pagamenti erano proseguiti. La società ha tentato di opporsi invocando un accordo transattivo, ma il ricorso è stato dichiarato inammissibile per difetto di specificità e mancata analisi delle motivazioni d'appello, consolidando il principio della ripetizione dell'indebito.
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Addizionale provinciale accise: rimborso legittimo
La Corte di Cassazione ha stabilito il diritto al rimborso dell'addizionale provinciale accise versata indebitamente da una società di trasporti. La decisione si basa sulla contrarietà della norma al diritto dell'Unione Europea e sulla sua successiva dichiarazione di incostituzionalità, annullando la sentenza d'appello che negava la restituzione delle somme.
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Cessione del contratto: i canoni anticipati
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una società subconduttrice che richiedeva la restituzione dei canoni di locazione versati anticipatamente a una società dopo che quest'ultima aveva effettuato la cessione del contratto a un terzo. La Corte ha stabilito che la cessione del contratto non fa venir meno la causa del pagamento, in quanto il rapporto contrattuale prosegue con il cessionario, escludendo così l'ipotesi di indebito oggettivo.
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Ripetizione dell’indebito: prova del destinatario
La Suprema Corte ha confermato l'inammissibilità di un ricorso relativo alla ripetizione dell'indebito per accise elettriche. Il ricorrente non ha dimostrato che la società convenuta fosse l'effettivo destinatario giuridico dei pagamenti, eseguiti materialmente verso un terzo, mancando la prova del rapporto di mandato o cessione.
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Arricchimento senza causa: benefici e polizze vita
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un istituto bancario che chiedeva la restituzione di somme versate agli eredi di un dipendente. La banca lamentava un arricchimento senza causa poiché i beneficiari avevano ottenuto sia l'estinzione del mutuo sia l'indennizzo assicurativo sulla vita. La Corte ha stabilito che, esistendo titoli giuridici distinti e validi per entrambe le erogazioni, non sussiste alcun indebito.
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Escussione abusiva garanzia: come difendersi
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di escussione abusiva garanzia autonoma operata da una società di trasporti ai danni di un istituto bancario. I giudici hanno stabilito che l'escussione è illegittima se il debito garantito è già estinto per compensazione o se mancano i certificati contrattuali previsti, confermando l'obbligo di restituzione delle somme percepite indebitamente.
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Posizione organizzativa: diritto all’indennità fissa
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di una dipendente del settore sanitario a percepire un assegno ad personam in seguito alla soppressione della propria posizione organizzativa dovuta a una riforma dell'ente. La decisione ribadisce che, se l'incarico è stato ricoperto per almeno tre anni con valutazioni positive, il dipendente ha diritto a mantenere l'incremento economico acquisito.
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Ripetizione dell’indebito e compensazione
La Corte di Cassazione chiarisce che la ripetizione dell'indebito non è esperibile se l'obbligazione si è estinta per compensazione anziché tramite un pagamento materiale. Il caso riguardava due contratti preliminari in cui gli acconti erano stati compensati tra le parti. Poiché manca una prestazione positiva di dare o fare suscettibile di restituzione, l'unica tutela esperibile è l'azione di ingiustificato arricchimento.
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Onere della prova bancario: la guida completa
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso di una società contro un istituto di credito. Il fulcro della decisione riguarda l'onere della prova bancario: il cliente che agisce per la ripetizione di somme indebite deve produrre il contratto e gli estratti conto completi, non potendo invocare una generica inesistenza del documento senza aver esperito i corretti mezzi istruttori.
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Onere della prova indebito e rimborsi amministratore
La Corte di Cassazione affronta il tema dell'onere della prova indebito in relazione ai rimborsi spese percepiti dall'amministratore di una società. Il provvedimento chiarisce che, se le causali dei bonifici sono generiche e prive di documentazione, la società assolve al proprio onere probatorio dimostrando l'assenza di titolo, spostando sul percipiente il dovere di provare il diritto alla somma. La sentenza è stata cassata con rinvio per una contraddizione contabile riguardante le somme attribuite all'annualità 2010.
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Ripetizione di indebito: quando restituire le somme
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo per un ex dipendente pubblico di restituire le somme percepite a seguito di un inquadramento dirigenziale annullato. La sentenza chiarisce che la ripetizione di indebito è un atto dovuto per la Pubblica Amministrazione, indipendentemente dalla buona fede del percettore, a meno che non si configuri una responsabilità risarcitoria dell'ente per aver generato un falso affidamento.
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Conto corrente bancario: prova dell’indebito
La Corte d'Appello ha confermato la condanna di un istituto di credito alla restituzione di oltre 66.000 euro per addebiti illegittimi su un conto corrente bancario. Nonostante la mancanza di alcuni estratti conto periodici, la decisione stabilisce che la ricostruzione del saldo tramite gli estratti scalari è valida e attendibile per determinare il dare-avere tra le parti.
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Ripetizione di indebito bancario: prova dell’addebito.
La Corte d'Appello ha ribaltato una sentenza riguardante la ripetizione di indebito bancario tra un intermediario e un istituto di credito. L'intermediario lamentava doppi addebiti per finanziamenti estinti, ma non ha fornito prova certa degli addebiti sul proprio conto corrente. La Corte ha stabilito che la documentazione prodotta era insufficiente e generica.
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Anatocismo bancario: la nullità nei conti correnti
La Corte d'Appello ha dichiarato la nullità delle clausole di anatocismo bancario in contratti stipulati prima del 2000, accertando che la semplice comunicazione in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente. È stata inoltre dichiarata nulla la commissione di massimo scoperto priva di criteri di calcolo trasparenti, confermando il diritto al ricalcolo del saldo.
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Obbligazione restitutoria: quando è solidale?
Una condomina, che aveva ricevuto una somma di denaro in base a una sentenza d'appello poi annullata, si opponeva alla sua restituzione sostenendo che l'obbligo non fosse solidale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'obbligazione restitutoria che nasce dalla riforma di una sentenza è solidale, anche se il pagamento originario era avvenuto in modo frazionato.
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Decadenza CIGS: quando comunicare il nuovo lavoro?
La Corte di Cassazione ha stabilito la decadenza CIGS per un lavoratore che non ha comunicato preventivamente l'inizio di una nuova attività lavorativa. Anche se il nuovo impiego inizia con un periodo di addestramento, questo rientra nel contratto di lavoro e va quindi comunicato all'ente previdenziale prima del suo inizio, pena la perdita del beneficio. La Corte ha così riformato le decisioni dei giudici di merito che avevano considerato il periodo di formazione come neutro.
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Condono fiscale non blocca i controlli sui rimborsi
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'adesione a un condono fiscale non preclude all'Amministrazione Finanziaria la possibilità di accertare e recuperare rimborsi indebitamente percepiti da un'azienda per operazioni commerciali risultate inesistenti. La Corte ha chiarito che il condono estingue i debiti fiscali, ma non opera sui crediti vantati dal contribuente, che restano soggetti a verifica. L'onere di provare l'effettività delle operazioni, una volta che il Fisco ha fornito elementi presuntivi contrari, ricade sul contribuente. Il ricorso dell'azienda è stato quindi respinto.
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Prescrizione investimenti: il dies a quo in Cassazione
Un istituto di credito ricorre in Cassazione dopo la condanna in Appello alla restituzione di 20.000 euro a un risparmiatore per l'acquisto di obbligazioni rischiose. Il ricorso solleva tredici motivi, con un focus sulla prescrizione investimenti e l'individuazione del 'dies a quo' (termine iniziale). La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato la decisione, in attesa della pronuncia su casi analoghi già pendenti, al fine di garantire un'interpretazione uniforme su questa cruciale questione legale.
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