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Art. 201 Regolamento CEE n. 2913/1992

5 provvedimenti

Dazi e responsabilità del rappresentante indiretto: no buona fede
L'autorità antifrode europea ha accertato che una partita di merci dichiarata come filippina proveniva in realtà da Taiwan, eludendo i dazi antidumping. L'Ufficio Doganale ha emesso avvisi di rettifica per recuperare le somme non versate. Lo spedizioniere ha contestato la richiesta sostenendo la propria buona fede e la regolarità iniziale dei certificati. La Corte di Cassazione ha stabilito la piena responsabilità del rappresentante indiretto in solido con l'importatore. L'operatore professionale non può invocare la buona fede poiché risponde con una diligenza qualificata e i controlli doganali possono sempre avvenire a posteriori.
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Dazi doganali: l’importatore paga anche se c’è lo spedizioniere
L'Agenzia delle Dogane ha richiesto a una società importatrice il pagamento di maggiori dazi doganali per l'importazione di fibre sintetiche. Sebbene dichiarate come provenienti dalla Malesia, le merci provenivano in realtà dalla Cina, paese soggetto a dazi antidumping più elevati. La società ha contestato l'atto eccependo la prescrizione e la propria carenza di responsabilità, indicando lo spedizioniere come unico obbligato. La Corte di Cassazione ha rigettato sia il ricorso principale dell'amministrazione sia quello incidentale della società. La Corte ha stabilito che, in regime di rappresentanza diretta, l'importatore risponde direttamente delle violazioni doganali. Inoltre, le relazioni dell'ufficio antifrode europeo (OLAF) sono idonee a prorogare i termini di prescrizione in quanto integrano una notizia di reato. Entrambe le parti hanno visto respinte le proprie pretese.
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Responsabilità solidale dello spedizioniere: la Cassazione frena
L'Agenzia delle Dogane ha contestato a una società di spedizioni l'indebita applicazione del meccanismo del reverse charge per l'importazione di telefoni cellulari, richiedendo il pagamento dell'IVA. La Commissione Tributaria Regionale aveva escluso la responsabilità dello spedizioniere per l'IVA all'importazione, ritenendola non rientrante nei diritti di confine. L'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che lo spedizioniere, quale rappresentante indiretto, risponda solidalmente dell'imposta non versata. La Suprema Corte, rilevando la particolare importanza della questione di diritto sulla responsabilità solidale dello spedizioniere, ha disposto il rinvio della causa alla pubblica udienza della Sezione Tributaria per una decisione approfondita.
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Dazio antidumping: salta lo sconto se l’origine è falsa
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società di spedizioni, in qualità di rappresentante doganale, l'applicazione di un'aliquota agevolata sulle merci importate. Le indagini dell'Ufficio Europeo Antifrode (OLAF) avevano infatti accertato che i prodotti provenivano da Taiwan e non dalle Filippine, rendendo così inapplicabile l'agevolazione tariffaria. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che spetta interamente al contribuente dimostrare i presupposti per ottenere l'aliquota ridotta. Inoltre, la Corte ha confermato la piena valenza probatoria dei verbali OLAF e la responsabilità solidale dello spedizioniere doganale. Di conseguenza, la sentenza d'appello che aveva ridotto il dazio antidumping è stata cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria della Liguria.
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Rappresentante doganale indiretto: no IVA import
La Corte di Cassazione, a seguito della rinuncia dell'Agenzia delle Dogane, dichiara estinto un ricorso relativo alla responsabilità per IVA all'importazione di un rappresentante doganale indiretto. La rinuncia si basa su un recente orientamento giurisprudenziale che esclude la responsabilità solidale del rappresentante per il pagamento di tale imposta, a differenza dei dazi doganali.
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