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Art. 201 Codice della Crisi d'Impresa

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44 provvedimenti

Credito garantito da terzo: no al passivo fallimentare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26557/2024, ha stabilito che il titolare di un credito garantito da terzo tramite ipoteca su un bene poi confluito in un fallimento, non può utilizzare la procedura di verificazione del passivo. La Corte ha chiarito che tale creditore non è un diretto creditore del fallito e deve, invece, intervenire nella fase di ripartizione del ricavato dalla vendita del bene per far valere la propria garanzia reale.
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Liquidazione giudiziale: requisiti e apertura procedura
Il Tribunale di Torino ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale di una società commerciale su ricorso della Procura della Repubblica. La decisione si fonda sull'accertamento di un grave stato di insolvenza, evidenziato da un indebitamento superiore a 900.000 euro verso un solo creditore, un patrimonio netto negativo per oltre 2.200.000 euro, pignoramenti immobiliari e la stessa ammissione della società debitrice. La sentenza ha confermato che la presenza di questi elementi dimostra un'incapacità strutturale e definitiva di far fronte alle obbligazioni, giustificando l'avvio della procedura concorsuale.
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Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura
Un creditore ha richiesto la liquidazione giudiziale di una società debitrice. Quest'ultima non si è costituita in giudizio né ha depositato la documentazione contabile. Il Tribunale, sulla base di prove acquisite d'ufficio, come ingenti debiti erariali e previdenziali, un protesto e il mancato deposito dei bilanci, ha dichiarato lo stato di insolvenza della società, aprendo la procedura di liquidazione giudiziale e nominando un curatore.
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Liquidazione giudiziale: i criteri per l’apertura
Il Tribunale di Monza ha dichiarato aperta la liquidazione giudiziale di una ditta individuale a seguito del ricorso di un creditore. La decisione si fonda sulla conclamata insolvenza del debitore, provata da molteplici debiti (verso il creditore, Fisco e enti previdenziali) e dalla sua mancata costituzione in giudizio, che ha impedito la verifica delle soglie di fallibilità.
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Liquidazione controllata: via libera dal Tribunale
Il Tribunale di Monza ha aperto la procedura di liquidazione controllata per un imprenditore individuale in stato di sovraindebitamento. La corte ha verificato la sussistenza dei requisiti soggettivi e oggettivi previsti dal Codice della Crisi, nominando un liquidatore e autorizzando il debitore a continuare a utilizzare l'automobile per motivi di lavoro, ritenendola un bene strumentale essenziale.
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Liquidazione giudiziale: quando si dichiara aperta?
A seguito del ricorso del Pubblico Ministero, il Tribunale di Monza ha dichiarato aperta la liquidazione giudiziale di una società commerciale. La decisione si fonda sull'accertato stato di insolvenza, evidenziato da ingenti debiti tributari e previdenziali e dal superamento delle soglie di legge. La società, pur regolarmente notificata, non si è costituita in giudizio, un comportamento che ha ulteriormente rafforzato la convinzione del Tribunale.
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COMI sede effettiva: prevale sulla sede legale
Un'azienda creditrice ha richiesto la liquidazione giudiziale di una società debitrice. Il Tribunale di Monza ha affermato la propria competenza, stabilendo che il COMI sede effettiva, ovvero il centro operativo dell'impresa, prevale sulla sede legale fittizia. La decisione si basa su prove concrete come contratti di locazione, presenza di beni e risultanze online, che dimostravano l'attività principale in un luogo diverso da quello registrato. Di conseguenza, il Tribunale ha aperto la procedura di liquidazione.
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Domanda tardiva: la Cassazione sui termini perentori
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un istituto di credito che aveva presentato una domanda tardiva di ammissione al passivo in una procedura di liquidazione controllata. La Corte ha stabilito che, anche in questa procedura, tutti i debiti si considerano scaduti al momento della sua apertura, rendendo il ritardo del creditore non giustificabile e la domanda inammissibile.
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Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura?
Il Tribunale di Trieste ha dichiarato aperta la liquidazione giudiziale di una società del settore alimentare su ricorso di due ex dipendenti. La decisione si fonda sull'accertato stato di insolvenza dell'azienda, incapace di saldare i crediti da lavoro (stipendi e TFR) e sul superamento delle soglie dimensionali che le avrebbero permesso di qualificarsi come 'impresa minore'. La società non si è costituita in giudizio, omettendo di fornire prove a proprio favore.
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Domanda di risoluzione e fallimento: la Cassazione
Una società immobiliare aveva avviato una causa per la risoluzione di un contratto di vendita per inadempimento dell'acquirente. Successivamente, la società acquirente è stata dichiarata fallita. La questione centrale è diventata se la causa di risoluzione dovesse proseguire davanti al giudice ordinario o essere trasferita interamente al tribunale fallimentare. A fronte di precedenti sentenze contrastanti sul punto, la Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto necessario rimettere la decisione alle Sezioni Unite per risolvere il conflitto giurisprudenziale e stabilire un principio di diritto univoco sulla gestione della domanda di risoluzione e fallimento.
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Liquidazione giudiziale: quando viene aperta?
Il Tribunale di Venezia ha dichiarato aperta la procedura di liquidazione giudiziale nei confronti di una società, su ricorso di alcuni creditori. La decisione si basa sulla conclamata insolvenza dell'impresa, provata da un cospicuo ammontare di debiti fiscali e contributivi non pagati, e sulla sua mancata costituzione in giudizio. La sentenza nomina un giudice delegato e un curatore, fissando i termini per le successive fasi della procedura.
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Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura
Il Tribunale di Bergamo ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per un'impresa in grave stato di dissesto. La decisione si basa sull'enorme esposizione debitoria (oltre 2,6 milioni di euro) a fronte di un attivo irrisorio (€ 37), sulla richiesta dei creditori e sulla stessa adesione del debitore. La sentenza nomina il Giudice Delegato e il Curatore, fissando le scadenze per la procedura di accertamento del passivo.
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Liquidazione giudiziale: requisiti e apertura
Un'impresa del settore alimentare, gravata da ingenti debiti verso fornitori, erario ed enti previdenziali, è stata dichiarata in stato di liquidazione giudiziale dal Tribunale di Bergamo. La sentenza evidenzia lo stato di grave dissesto finanziario, l'incapacità di far fronte alle obbligazioni e la mancata costituzione in giudizio del debitore. Il Tribunale ha nominato un curatore e un giudice delegato, fissando i termini per il deposito dei bilanci e l'udienza di verifica dei crediti, applicando le norme del Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (CCII).
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Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura?
Il Tribunale di Bergamo ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società debitrice su ricorso di un creditore. Nonostante la società resistente avesse tentato di difendersi allegando piani di rientro parzialmente onorati e un presunto credito fiscale, il Tribunale ha accertato uno stato di insolvenza conclamato. La decisione si fonda sull'elevato indebitamento verso il ricorrente e l'erario, sull'esistenza di altre procedure monitorie e sulla mancanza di mezzi liquidi per far fronte alle obbligazioni. È stata inoltre rigettata la richiesta della società di un termine per presentare un piano alternativo, giudicata troppo generica e priva di supporto documentale.
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Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura
Il Tribunale di Ancona, con sentenza del 01/07/2025 nel caso R.G. 52-1/2025, ha dichiarato aperta la procedura di liquidazione giudiziale nei confronti di una ditta individuale. La decisione si fonda sullo stato di insolvenza dell'impresa, evidenziato da ingenti debiti verso ex dipendenti, fisco e enti previdenziali, e sulla mancata costituzione in giudizio della debitrice, che non ha così assolto all'onere di provare la sussistenza dei requisiti dimensionali per evitare la procedura.
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Liquidazione giudiziale: quando si presume l’insolvenza
Il Tribunale di Ancona (Sentenza N.R.G. PU 60-1/2025 del 01/07/2025) ha aperto la liquidazione giudiziale di una S.R.L.S. su ricorso di due creditori. La decisione si fonda sulla presunzione di superamento dei limiti dimensionali (art. 2 CCII), dato il mancato deposito dei bilanci dal 2014, e sullo stato di insolvenza conclamato, con debiti per oltre 400.000 euro verso dipendenti, fisco e enti previdenziali, superando la soglia di cui all'art. 49 CCII.
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Liquidazione controllata: la quota per il sostentamento
Il Tribunale di Torino, su ricorso di un creditore, ha aperto la procedura di liquidazione controllata del patrimonio di un debitore in stato di sovraindebitamento. La sentenza stabilisce la quota di reddito mensile, pari a 1.233 euro, che il debitore può trattenere per il sostentamento del proprio nucleo familiare, escludendola dalla massa da liquidare. Questa decisione si basa su un'attenta valutazione dei redditi e delle necessità della famiglia, bilanciando i diritti dei creditori con il diritto a una vita dignitosa del debitore.
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Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura?
Un creditore ha richiesto la liquidazione giudiziale di una società debitrice per un credito non saldato. Il Tribunale, constatata l'assenza della società in giudizio e analizzando una serie di indizi come l'omesso deposito dei bilanci, l'esistenza di debiti fiscali e previdenziali e la chiusura della sede operativa, ha accolto il ricorso. La sentenza ha dichiarato lo stato di insolvenza e aperto la procedura di liquidazione giudiziale, nominando gli organi preposti.
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Liquidazione giudiziale: requisiti e apertura procedura
Il Tribunale di Torino ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società, su ricorso di un creditore. La decisione è basata sulla sussistenza di un conclamato stato di insolvenza, dimostrato da un ingente debito scaduto verso il ricorrente, debiti tributari e previdenziali significativi, e l'incapacità dell'impresa di far fronte regolarmente alle proprie obbligazioni. La sentenza nomina gli organi della procedura e stabilisce le scadenze per i creditori.
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Liquidazione giudiziale: i presupposti per l’apertura
Il Tribunale di Torino ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per un'impresa individuale. La decisione si basa sulla presenza di un debito scaduto superiore a €30.000, sull'incapacità dell'imprenditore di dimostrare il possesso dei requisiti per essere considerato 'impresa minore' e sulla conclamata situazione di insolvenza, manifestata dall'impossibilità di far fronte regolarmente ai propri pagamenti. Questa sentenza chiarisce i presupposti fondamentali per l'avvio della procedura di liquidazione giudiziale.
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