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Art. 2000 Costituzione — Anno 2024

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190 provvedimenti

Altri anni per Art. 2000 Costituzione

Aggravante metodo mafioso: la condanna per estorsione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per estorsione a carico di due imputati, chiarendo che l'aggravante del metodo mafioso sussiste anche in assenza di minacce esplicite. La sola notorietà criminale degli autori del reato è sufficiente a generare un'intimidazione 'silente' nella vittima, integrando la cosiddetta 'estorsione ambientale'. La Corte ha inoltre respinto il ricorso di uno degli imputati, che chiedeva una riduzione di pena per la sua collaborazione, ritenendo il suo contributo non decisivo.
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Ordine di demolizione: chi paga tra proprietario ed erede?
La Corte di Cassazione ha esaminato un appello contro un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della sorella, che adduceva la pendenza di istanze di condono, per genericità delle allegazioni. Ha invece accolto il ricorso del fratello, chiarendo che l'ordine di demolizione non può essere eseguito nei confronti dell'erede che non sia anche l'attuale proprietario del bene. Il caso è stato rinviato per l'accertamento della titolarità dell'immobile.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e limiti del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per usura ed estorsione. L'imputato contestava la valutazione delle prove, in particolare la testimonianza della vittima. La Corte ha ribadito che il suo ruolo non è riesaminare i fatti, ma solo verificare la correttezza giuridica e la logicità della motivazione della sentenza d'appello, che in questo caso è stata ritenuta immune da vizi.
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Ricorso straordinario: quando l’errore non è decisivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario per errore di fatto, presentato da un imputato che lamentava un'inesatta descrizione della sua posizione processuale in una precedente ordinanza. La Corte ha stabilito che, affinché tale rimedio sia ammissibile, l'errore commesso deve essere 'decisivo', ovvero tale da aver condotto a una decisione diversa da quella che si sarebbe altrimenti presa. Nel caso di specie, l'errore non ha influenzato l'esito finale, rendendo il ricorso infondato.
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Incidente stradale guida in stato di ebbrezza: quando?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. L'ordinanza chiarisce un punto fondamentale: per l'aggravante dell'incidente stradale guida in stato di ebbrezza non serve provare un nesso di causalità diretto, ma è sufficiente un collegamento materiale tra lo stato di alterazione del conducente e il sinistro.
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Ricorso in Cassazione inammissibile: no a nuova analisi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in Cassazione presentato contro una condanna per lesioni stradali gravi. La Corte ha stabilito che il ricorso era infondato perché mirava a una nuova valutazione dei fatti e delle prove, un'attività preclusa al giudice di legittimità, specialmente dopo due sentenze conformi nei gradi di merito. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Violazione sorveglianza speciale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la violazione della sorveglianza speciale. I giudici hanno ribadito che qualsiasi inosservanza degli obblighi imposti, anche se di modesta entità come un rientro in ritardo, costituisce reato, confermando l'orientamento giurisprudenziale consolidato. L'appello è stato respinto anche riguardo la quantificazione della pena, ritenuta congrua.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 45919/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (c.d. concordato in appello), aveva impugnato la sentenza lamentando il mancato esame delle cause di proscioglimento. La Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena implica la rinuncia ai motivi relativi alla responsabilità, formando un giudicato sul punto e precludendo la possibilità di sollevare tali questioni in Cassazione.
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Truffa fondi pubblici: quando scatta la confisca
La Corte di Cassazione conferma la condanna per truffa fondi pubblici a carico di due professionisti coinvolti nella richiesta di contributi regionali per il restauro di due chiese. La Corte ha ritenuto che presentare documentazione attestante falsamente la prosecuzione di lavori già conclusi e il possesso di autorizzazioni inesistenti costituisce un'attività fraudolenta che induce in errore l'ente pubblico. Di conseguenza, ha dichiarato legittima la confisca dell'intero importo erogato, in quanto profitto diretto del reato.
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Impugnazione patteggiamento: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per reati di droga. La Corte ha ribadito che l'impugnazione del patteggiamento è consentita solo per motivi tassativamente previsti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., escludendo la possibilità di riesaminare nel merito elementi fattuali come la consapevolezza dell'imputato sulla quantità dello stupefacente.
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