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art. 20 d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159

5 provvedimenti

Confisca beni e pericolosità sociale: il caso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso degli eredi contro un provvedimento di confisca beni. La decisione si fonda sulla corretta valutazione della pericolosità sociale del defunto, legata a reati associativi di stampo mafioso, e sulla genericità dei motivi di ricorso presentati, che non contestavano specificamente la dettagliata analisi del giudice di merito sulla sproporzione patrimoniale.
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Procura speciale terzo: quando è necessaria in confisca
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un terzo i cui beni erano stati confiscati. La decisione si fonda sulla mancanza della procura speciale terzo, un mandato che il soggetto interessato deve conferire al proprio difensore per poter partecipare legittimamente al giudizio di prevenzione, essendo portatore di un interesse di natura civilistica.
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Confisca di prevenzione: onere della prova e limiti
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di confisca di prevenzione a carico di un soggetto ritenuto socialmente pericoloso, con beni intestati a terzi. La Corte ha confermato la confisca per la maggior parte degli asset, ritenendo adeguata la motivazione sulla fittizietà dell'intestazione e sulla pericolosità. Tuttavia, ha annullato la confisca di un'autovettura, rilevando un grave errore della corte d'appello che aveva omesso di valutare le prove documentali sulla sua lecita provenienza.
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IMU immobile distrutto: la prova per l’esenzione
Una società sportiva ha impugnato un avviso di accertamento IMU sostenendo che l'immobile fosse stato demolito. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che per ottenere l'esenzione per un IMU immobile distrutto è onere del contribuente fornire prova piena della demolizione e della sua comunicazione agli enti preposti. In assenza di un aggiornamento formale, i dati catastali restano la base imponibile per la tassazione. La Corte ha inoltre confermato la giurisdizione del giudice tributario per i debiti sorti prima di un sequestro di prevenzione.
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Competenza giudice prevenzione: chi decide sui crediti?
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di giurisdizione tra il tribunale civile e quello per le misure di prevenzione. Il caso riguarda una società creditrice che vantava un credito nei confronti di un consorzio i cui beni erano stati sottoposti a sequestro di prevenzione. La Suprema Corte ha stabilito che, una volta accertato il credito in sede civile, spetta alla competenza del giudice della prevenzione la valutazione sull'ammissione di tale credito al passivo della procedura, verificando le condizioni di legge. Viene quindi affermata la competenza del Tribunale di Roma, Sezione misure di prevenzione.
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