La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19059/2025, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che la prescrizione per sanzioni tributarie e per gli interessi sui tributi erariali è quinquennale e non decennale. La Corte ha ribadito che gli interessi maturano in modo autonomo rispetto al debito principale e sono soggetti alla prescrizione di cinque anni. Allo stesso modo, le sanzioni si prescrivono in cinque anni, come previsto dalla normativa specifica, a meno che non derivino da una sentenza passata in giudicato, unico caso in cui si applicherebbe il termine decennale.
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