La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8191/2025, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che la prescrizione per sanzioni tributarie e interessi è di cinque anni, indipendentemente dal termine previsto per l'imposta principale. La Corte ha stabilito che gli interessi, una volta sorti, acquisiscono una propria autonomia. Ha inoltre dichiarato inammissibile un motivo di ricorso basato su una questione di fatto non sollevata nei gradi di merito, ribadendo l'importanza delle allegazioni processuali.
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