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Art. 2-ter legge 31 maggio 1965, n. 575

6 provvedimenti

Revoca Confisca di Prevenzione: Quando il Ricorso si Trasforma in Appello
Il Soggetto e La Coniuge hanno chiesto la revoca confisca di prevenzione sui loro beni immobili. Questa confisca era stata disposta in passato a causa della presunta pericolosità sociale del Soggetto. La richiesta si basava su una sentenza della Corte Costituzionale che aveva dichiarato incostituzionale una parte della legge sulla pericolosità sociale. Il Tribunale locale ha respinto la richiesta, sostenendo che la confisca originaria si fondava anche su altre ipotesi di pericolosità. La Corte Suprema ha stabilito che il ricorso presentato non era il mezzo legale corretto. Ha quindi riqualificato il ricorso come appello e ha trasmesso gli atti alla Corte d'Appello di Roma, indicando che la competenza per la revoca confisca di prevenzione di provvedimenti antecedenti al 2011 spetta al giudice che aveva emesso la confisca.
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Intestazione fittizia: la Cassazione e la prova
La Corte di Cassazione ha rigettato un ricorso straordinario relativo a una condanna per intestazione fittizia di un'attività commerciale. L'imputata sosteneva che un finanziamento personale dimostrasse la sua titolarità effettiva, ma la Corte ha ritenuto che tale elemento, valutato nel contesto di una generale assenza di redditi leciti del nucleo familiare, non fosse sufficiente a smentire l'accusa, configurando il ricorso come un tentativo inammissibile di rivalutare il merito della decisione.
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Revoca confisca di prevenzione: la prova nuova
Un soggetto chiede la revoca della confisca di prevenzione di un immobile, presentando come prova nuova delle foto aeree risalenti agli anni '80. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che per ottenere la revoca di una confisca di prevenzione, la prova deve essere non solo 'nuova' (cioè non deducibile nel procedimento originario) ma anche 'decisiva', ovvero capace di scardinare l'impianto accusatorio. Nel caso specifico, le foto non erano né nuove, in quanto preesistenti e non si è provata l'impossibilità di produrle prima, né decisive, poiché altre perizie dimostravano che la costruzione era avvenuta in un periodo successivo, quando la pericolosità sociale del soggetto era già stata accertata.
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Confisca società: chi paga i debiti pregressi?
Una società fornitrice ha cercato di ottenere il pagamento di un credito da agenzie statali, sostenendo che queste fossero responsabili a seguito della confisca della società debitrice. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, chiarendo che i debiti di società confiscata rimangono a carico della società stessa. La confisca delle quote societarie trasferisce la proprietà allo Stato, che ne diventa gestore, ma non estingue la personalità giuridica della società né trasferisce automaticamente i suoi debiti agli enti statali.
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Intestazione fittizia beni: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di arresti domiciliari per un indagato accusato di concorso in intestazione fittizia di beni. La Corte ha stabilito che la partecipazione alla gestione di un'attività commerciale, avvenuta anni dopo la sua fittizia intestazione, non è sufficiente a dimostrare un concorso nel reato originario se non viene provato un accordo preventivo. La decisione sottolinea la natura istantanea del reato e la necessità di distinguere la fase della costituzione societaria da quella della gestione successiva.
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Intestazione Fittizia: Quando Manca il Dolo Elusivo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 794/2025, ha rigettato il ricorso di un Pubblico Ministero in un caso di intestazione fittizia di società. La Corte ha stabilito che, per configurare il reato, non è sufficiente un vago timore derivante da passate vicende giudiziarie, ma è necessario dimostrare un pericolo concreto e attuale di subire una misura di prevenzione patrimoniale al momento della condotta illecita. La mancanza di tale rischio specifico esclude il dolo elusivo richiesto dalla norma.
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