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Art. 2 del d.lgs. n. 40 del 2006

9 provvedimenti

Responsabilità soci cancellazione: la Cassazione decide
Con l'ordinanza n. 7842/2023, la Cassazione affronta il tema della responsabilità soci cancellazione per debiti fiscali sorti prima dell'estinzione della società. La Corte ha rigettato sia il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, che contestava l'applicazione di un'aliquota IVA agevolata, sia quello incidentale degli ex soci, che negavano la loro legittimazione passiva. È stato confermato il principio per cui, dopo la cancellazione dal registro imprese, si verifica un fenomeno successorio in capo agli ex soci, i quali rispondono dei debiti sociali, rendendo legittima la notifica dell'accertamento nei loro confronti.
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Scatti di anzianità cambio appalto: sì al cumulo
Una lavoratrice, impiegata continuativamente nello stesso servizio di mensa nonostante diversi cambi di azienda appaltatrice, ha citato in giudizio l'ultimo datore di lavoro per il mancato pagamento degli scatti di anzianità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda, confermando che, in base al CCNL Turismo, l'impresa subentrante deve riconoscere l'intera anzianità di servizio maturata dal lavoratore nell'appalto, anche se con datori di lavoro precedenti e anche se gli scatti non erano stati precedentemente erogati. La necessità di documentazione è una modalità procedurale, non una condizione che annulla il diritto del lavoratore.
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Omesso esame fatto decisivo: i limiti in Cassazione
Un'azienda acquirente di un impianto fotovoltaico si rifiutava di saldare il pagamento, lamentando la mancata consegna di documenti essenziali. La Cassazione ha respinto il ricorso, basato sull'omesso esame di un fatto decisivo, chiarendo che non può riesaminare le prove (CTU) già valutate dal giudice di merito. La Corte ha stabilito che la richiesta di una nuova valutazione delle prove è inammissibile in sede di legittimità.
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Credito d’imposta inesistente: avviso bonario non serve
Una società impugna una cartella di pagamento relativa a un credito d'imposta inesistente. La Cassazione rigetta il ricorso, chiarendo che in caso di compensazione con crediti fiscali privi dei presupposti costitutivi, la notifica preventiva dell'avviso bonario non è un requisito di validità della cartella. La Corte ha inoltre ribadito i limiti del ricorso per cassazione, che non può riesaminare il merito della controversia.
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Giudicato amministrativo sfavorevole: no risarcimento
Una dirigente pubblica, dopo aver ottenuto sentenze favorevoli dal TAR per un incarico, non eseguite dall'Amministrazione, aveva avviato una causa per risarcimento danni. Tuttavia, il Consiglio di Stato ha successivamente annullato tali sentenze. La Corte di Cassazione, con la presente ordinanza, stabilisce che il giudicato amministrativo sfavorevole finale elimina la base della pretesa risarcitoria, poiché fa venire meno l'elemento del 'danno ingiusto'. Di conseguenza, la domanda di risarcimento è stata respinta.
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Inquadramento superiore: quando compilare moduli basta
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto all'inquadramento superiore per un dipendente di un'azienda ambientale. La decisione si basa sul fatto che la compilazione e sottoscrizione dei Formulari di Identificazione dei Rifiuti (FIR) non è un'attività accessoria, ma una mansione di 'registrazione' che implica responsabilità legali, caratteristica del livello superiore previsto dal CCNL di settore. L'azienda sosteneva si trattasse di un compito elementare, ma la Corte ha valorizzato la natura di controllo e responsabilità dell'attività, respingendo il ricorso datoriale.
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Inquadramento superiore: contano le mansioni svolte
Un dipendente pubblico, geologo, ha richiesto il riconoscimento di mansioni superiori e le relative differenze retributive. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, ritenendo necessaria la responsabilità del provvedimento finale. La Corte di Cassazione ha cassato tale decisione, specificando che per l'inquadramento superiore non è indispensabile la responsabilità finale, ma è sufficiente che le mansioni svolte corrispondano a uno dei criteri alternativi previsti dal contratto collettivo, come l'elevata specializzazione o la complessità dei compiti. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Costi da reato: quando non sono deducibili fiscalmente
La Corte di Cassazione ha confermato l'indeducibilità dei costi sostenuti da una società per servizi di trattamento rifiuti, poiché tali servizi erano parte integrante di un'attività illecita qualificabile come delitto non colposo. La sentenza stabilisce che è sufficiente l'esercizio dell'azione penale per escludere la deducibilità, respingendo la tesi della società che si dichiarava estranea ai fatti, data la stretta connessione economica e gestionale con il consorzio autore del reato. L'analisi si concentra sui costi da reato e la loro irrilevanza ai fini fiscali.
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Immobiliari di gestione: requisiti e deducibilità
Una società immobiliare si è vista negare la qualifica di immobiliare di gestione e la conseguente deducibilità degli interessi passivi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, sottolineando che la società non ha provato il requisito fondamentale, richiesto dalla normativa all'epoca vigente, relativo all'esistenza di un finanziamento garantito da ipoteca sull'immobile effettivamente locato. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile un secondo motivo relativo alla rettifica delle rimanenze, in quanto erroneamente formulato come vizio di motivazione anziché come violazione di legge.
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