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Art. 2 del D.L. n. 146 del 2013

9 provvedimenti

Fatto di lieve entità negato: corriere con 1000 dosi condannato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un corriere trovato in possesso di cocaina per oltre mille dosi. I giudici hanno respinto la sua difesa, basata su un presunto 'trasporto di cortesia' inconsapevole. La Corte ha inoltre escluso l'applicazione del 'fatto di lieve entità', stabilendo un principio importante: la notevole quantità di droga agisce come un 'indice negativamente assorbente'. Questo significa che un quantitativo così elevato è sufficiente, da solo, a qualificare il reato come grave, rendendo irrilevante ogni altra circostanza potenzialmente attenuante. L'imputato perde quindi il ricorso e la sua condanna diventa definitiva.
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Fatto di lieve entità: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, confermando la non applicabilità dell'attenuante del "fatto di lieve entità" per spaccio di stupefacenti. La decisione si fonda sulla notevole quantità di droga (quasi mezzo chilo, per oltre 2800 dosi) e sulle modalità organizzate della cessione, avvenuta in un parcheggio per eludere i controlli. Questi elementi, secondo la Corte, indicano una offensività incompatibile con la nozione di lieve entità.
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Fatto di lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La richiesta di riconoscere il fatto di lieve entità è stata respinta perché la condotta presentava indici di gravità, come l'ingente quantitativo di dosi, la professionalità e l'organizzazione, escludendo così l'ipotesi di minima offensività.
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Fatto di lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per la detenzione di 300 grammi di cocaina. La difesa chiedeva la riqualificazione del reato in fatto di lieve entità, ma la Corte ha escluso tale ipotesi a causa dell'ingente quantitativo di droga, ritenendolo indice di un inserimento in un contesto criminale più ampio e quindi di una notevole gravità.
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Fatto di lieve entità: quando lo spaccio non è lieve
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11779/2024, ha stabilito che lo spaccio di stupefacenti non può essere qualificato come 'fatto di lieve entità' se, pur caratterizzato da singole cessioni di modeste quantità, si inserisce in un'attività continuativa, organizzata e protratta nel tempo. La Corte ha rigettato i ricorsi di quattro imputati, sottolineando che la valutazione non deve limitarsi al singolo episodio, ma considerare la condotta criminale nel suo complesso, inclusa la sistematicità e la capacità di approvvigionamento, che escludono la minima offensività richiesta per il fatto di lieve entità.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità per detenzione di stupefacenti. La decisione si fonda su una valutazione complessiva che ha escluso la minima offensività della condotta, considerando la notevole quantità di droga (957 dosi), le modalità di confezionamento e occultamento sul corpo, e il luogo del sequestro, avvenuto nei pressi di un carcere.
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Droga parlata: condanna valida anche senza sequestro
Due soggetti ricorrono in Cassazione contro una condanna per traffico di stupefacenti, sostenendo che fosse basata unicamente su intercettazioni, la cosiddetta "droga parlata", senza alcun sequestro di sostanza. La Suprema Corte dichiara i ricorsi inammissibili, ribadendo un principio consolidato: la condanna per droga parlata è legittima quando il giudice, attraverso una motivazione rigorosa, dimostra che il contenuto delle conversazioni prova in modo inequivocabile l'attività di spaccio. La Corte ha inoltre confermato il diniego delle attenuanti, data la gravità dei fatti inseriti in un contesto di criminalità organizzata.
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Fatto di lieve entità: la valutazione del giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, confermando la condanna per spaccio di stupefacenti. La Corte ha chiarito che per il riconoscimento del fatto di lieve entità non basta la modesta quantità di droga, ma è necessaria una valutazione complessiva che include le modalità dell'azione, la diversità delle sostanze e i precedenti dell'imputato. Anche le attenuanti generiche sono state negate a causa della personalità 'allarmante' e delle ammissioni tardive.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che richiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità per un'importazione di droga. La Corte ha stabilito che l'ingente quantitativo, l'alto livello di organizzazione e i collegamenti internazionali escludono la minima offensività richiesta per questa attenuante, confermando la decisione dei giudici di merito.
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