Una contribuente si vede modificare la categoria catastale del proprio immobile dall'Agenzia delle Entrate, da A/7 (villino) a A/8 (villa di lusso), con un conseguente aumento delle tasse. L'atto di rettifica viene emesso senza alcuna comunicazione preliminare. La contribuente impugna l'atto, sostenendo la violazione del contraddittorio preventivo, e ottiene ragione nei primi gradi di giudizio. L'Agenzia ricorre in Cassazione, affermando che per le procedure di classamento automatico (DOCFA) il dialogo con il contribuente non è sempre obbligatorio. La Corte di Cassazione, prima di decidere nel merito, ha sospeso il giudizio per acquisire i documenti del processo precedente e verificare un aspetto procedurale. La questione centrale resta la necessità del dialogo Fisco-contribuente prima dell'accertamento.
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