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art. 2, commi 8 e 8 bis, d.P.R. 22 luglio 1998, n. 322

6 provvedimenti

Esenzione IRES Consorzi: la dichiarazione non confessa
Un consorzio di enti locali, che in passato aveva versato l'IRES con aliquota ridotta, si è visto negare la piena esenzione IRES dai giudici di merito, i quali hanno considerato la sua precedente dichiarazione come una confessione. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che la dichiarazione dei redditi è una mera dichiarazione di scienza, sempre emendabile, e che il diritto all'esenzione dipende unicamente dalla natura non commerciale dell'attività svolta dall'ente, un aspetto che i giudici inferiori non avevano esaminato. La Corte ha quindi accolto la domanda del consorzio.
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Dichiarazione integrativa: ok alla correzione tardiva
Una società energetica ha richiesto un beneficio fiscale tramite una dichiarazione integrativa, inizialmente omesso a causa di incertezza legale sulla cumulabilità di diverse agevolazioni. L'Agenzia delle Entrate aveva negato il beneficio, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha stabilito che la dichiarazione dei redditi è una 'dichiarazione di scienza', sempre emendabile per correggere errori di fatto o di diritto, specialmente se l'errore è causato da un'oggettiva incertezza normativa, consentendo così alla società di recuperare il credito d'imposta.
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Definizione agevolata: estinzione giudizio tributario
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce che l'adesione a una definizione agevolata da parte del contribuente comporta l'estinzione del giudizio tributario pendente, anche se in fase di legittimità. Il caso riguardava un avviso di accertamento per maggiore reddito, contestato dal contribuente. Durante il processo in Cassazione, il contribuente ha saldato il debito tramite la procedura agevolata, portando la Corte a dichiarare la fine della controversia.
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Dichiarazione integrativa: come correggere errori?
Una società ha presentato una dichiarazione integrativa per richiedere un beneficio fiscale anni dopo l'investimento, a seguito della risoluzione di un'incertezza normativa. L'Agenzia delle Entrate si è opposta, ma la Cassazione ha dato ragione al contribuente. La sentenza ribadisce l'ampia emendabilità delle dichiarazioni fiscali, quali dichiarazioni di scienza, per correggere errori di fatto o di diritto anche oltre i termini brevi, garantendo una tassazione equa.
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Credito d’imposta non indicato: decadenza inevitabile
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omessa indicazione di un credito d'imposta nell'apposito quadro della dichiarazione dei redditi non è un mero errore formale, ma una scelta che comporta la decadenza dal beneficio. La Corte ha chiarito che, quando la legge richiede una specifica manifestazione di volontà per accedere a un'agevolazione fiscale, la dichiarazione assume natura di atto negoziale e non può essere emendata oltre i termini previsti. Pertanto, il contribuente che non indica il credito d'imposta non indicato perde definitivamente il diritto a usufruirne.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società, dopo aver impugnato una cartella di pagamento per IRES fino alla Corte di Cassazione, ha aderito a una definizione agevolata, raggiungendo un accordo con l'Agenzia delle Entrate. A seguito della rinuncia al ricorso, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in questi casi non si applica la sanzione del doppio contributo unificato.
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