Un'azienda agricola ha contestato un avviso di accertamento IMU, sostenendo che il proprio fabbricato, pur classificato in categoria D/8, fosse di fatto rurale e quindi esente. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: ai fini dell'esenzione IMU, l'uso effettivo dell'immobile non è sufficiente. Il requisito decisivo è la formale e specifica 'annotazione catastale di ruralità'. In assenza di tale annotazione, che il contribuente non aveva mai richiesto, l'immobile rimane soggetto a imposta in base alla sua classificazione catastale ufficiale. Di conseguenza, il Comune ha vinto la causa e l'azienda è stata condannata al pagamento.
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