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Art. 2 Codice di Procedura Penale

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88 provvedimenti

Prescrizione danno da reato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza interlocutoria n. 6460/2025, esamina un complesso caso di risarcimento danni derivante da un illecito penale. Al centro della controversia vi è il calcolo della prescrizione del danno da reato, in una vicenda processuale che si protrae da anni tra giudizi penali e civili. A causa della complessità delle questioni e dell'assenza di precedenti specifici, la Corte ha rinviato la decisione a una pubblica udienza per un approfondimento.
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Tutela del terzo confisca: no al giudice civile
La Corte di Cassazione ha stabilito l'improcedibilità dell'azione civile intentata dagli eredi di un soggetto terzo per rivendicare la proprietà di un terreno erroneamente incluso in una confisca di prevenzione. La Corte ha ribadito che l'unica sede per la tutela del terzo in caso di confisca è quella penale, tramite l'incidente di esecuzione, e non il tribunale civile. Una volta che tale via è stata percorsa senza successo, la pretesa del terzo è definitivamente preclusa, consolidando l'acquisizione del bene allo Stato.
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Omicidio stradale: la colpa è sempre del conducente?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per omicidio stradale. La Corte ha stabilito che, nonostante la condotta potenzialmente imprudente del pedone e la scarsa visibilità delle strisce, la responsabilità del conducente non viene meno. È stato ribadito l'obbligo di prevedere e prevenire anche i comportamenti irregolari degli altri utenti della strada, a meno che non costituiscano un evento eccezionale e totalmente imprevedibile.
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Assegno in garanzia: quando incassarlo è reato
La Corte di Cassazione conferma che l'incasso di un assegno in garanzia, in violazione degli accordi presi tra le parti, costituisce il reato di appropriazione indebita. La sentenza chiarisce che l'oggetto materiale del reato è il titolo stesso, e l'azione illecita consiste nel disporne come se fosse proprio, indipendentemente dalla finalità di profitto. Il caso analizza la riforma di una sentenza di assoluzione di primo grado, stabilendo la responsabilità dell'imputato ai soli fini civili.
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Sequestro preventivo e proprietà: la decisione penale
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che manteneva un sequestro preventivo su un immobile, deferendo la questione della proprietà al giudice civile. La Corte ha stabilito che il giudice penale deve prima valutare la legittimità del sequestro stesso (fumus delicti), e solo in caso di annullamento del vincolo, può rimettere la controversia sulla proprietà al giudice civile per decidere a chi restituire il bene.
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Sequestro preventivo: poteri del giudice del riesame
In un caso di sequestro preventivo di un immobile con titolarità contesa, la Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza del Tribunale del riesame. Quest'ultimo aveva rigettato l'istanza di dissequestro rimettendo la questione della proprietà al giudice civile. La Suprema Corte ha chiarito che il giudice del riesame ha il dovere di valutare in via preliminare la sussistenza dei presupposti del sequestro (il cosiddetto fumus commissi delicti), potendo devolvere la controversia sulla proprietà al giudice civile solo se, all'esito della sua valutazione, decide di annullare il sequestro e disporre la restituzione del bene.
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Sequestro preventivo: i doveri del giudice sulla proprietà
In un caso di sequestro preventivo di un immobile per reati di occupazione abusiva, il Tribunale del riesame aveva confermato la misura ma, a causa di una controversia sulla titolarità del bene, aveva rimesso la questione al giudice civile. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, chiarendo un principio fondamentale: il giudice penale del riesame ha il dovere di decidere in via incidentale su tutte le questioni, inclusa la proprietà, quando conferma il sequestro preventivo. L'obbligo di rinvio al giudice civile sorge solo se il giudice decide di annullare il sequestro e vi è incertezza su a chi restituire il bene.
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Proscioglimento nel merito: quando prevale su prescrizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di tre imputati che chiedevano un'assoluzione piena anziché la declaratoria di prescrizione. La Corte ha ribadito che il proscioglimento nel merito prevale sulla prescrizione solo quando l'innocenza è evidente e indiscutibile dagli atti ('ictu oculi'), senza necessità di alcun approfondimento valutativo.
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