LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2 Codice Penale

Pagina 56 di 40

1128 provvedimenti

Regime 41-bis: è retroattivo? La Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4993/2025, ha rigettato il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. Il ricorrente sosteneva l'illegittimità dell'applicazione retroattiva di tale regime a reati commessi prima della sua introduzione. La Corte ha stabilito che il regime 41-bis incide esclusivamente sulle modalità di esecuzione della pena e non sulla sua natura sostanziale. Di conseguenza, si applica il principio "tempus regit actum" e non il divieto di retroattività della legge penale sfavorevole, confermando la legittimità della proroga.
Continua »
Successione leggi penali e reddito di cittadinanza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato per indebita percezione del reddito di cittadinanza. La difesa sosteneva l'abolizione del reato, ma la Corte ha stabilito che si tratta di una successione leggi penali, poiché la condotta è ancora punita dalla nuova normativa sul reddito di inclusione, confermando la condanna.
Continua »
Difetto di querela: annullamento senza rinvio
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di due imputate. La prima, condannata per danneggiamento, ha ottenuto l'annullamento della sentenza per un difetto di querela, reso rilevante da una nuova legge più favorevole. La seconda, condannata per ricettazione aggravata, ha visto il suo ricorso dichiarato inammissibile perché le motivazioni contro la negazione delle attenuanti generiche e l'aumento di pena sono state ritenute infondate e aspecifiche.
Continua »
Confisca per equivalente e reati su accise: limiti
Un imprenditore, condannato per evasione di accise su carburanti, ha impugnato la sentenza che disponeva la confisca per equivalente dei suoi beni. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la normativa che consente la confisca per equivalente in materia di accise non può essere applicata retroattivamente a fatti commessi prima della sua entrata in vigore nel 2019. La Corte ha chiarito che, per i fatti antecedenti, è ammissibile solo la confisca diretta del profitto del reato, inteso come risparmio di spesa, ai sensi dell'art. 240 del codice penale.
Continua »
Collusione militare: la Cassazione annulla l’assoluzione
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio l'assoluzione di un ufficiale della Guardia di Finanza dall'accusa di collusione militare. La Corte ha accolto il ricorso del Procuratore Generale, ritenendo che la Corte d'Appello non avesse adempiuto al proprio dovere di rivalutare in modo completo i fatti, come indicato in una precedente sentenza di annullamento. Secondo i giudici supremi, per il reato di collusione militare è sufficiente il semplice accordo illecito, a prescindere dal raggiungimento del fine fraudolento. È stato invece dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato contro la condanna per accesso abusivo a sistema informatico.
Continua »
Retroattività pene sostitutive: no per sentenze definitive
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino che chiedeva di applicare le norme sulla retroattività pene sostitutive, introdotte dalla Riforma Cartabia, a una sua condanna divenuta definitiva prima dell'entrata in vigore della legge. La Corte ha stabilito che il principio del giudicato prevale, impedendo l'applicazione retroattiva delle nuove, più favorevoli, disposizioni in materia di pene.
Continua »
Reddito di cittadinanza: dichiarazione falsa è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per una persona che aveva omesso di dichiarare la condanna definitiva del coniuge per ottenere il reddito di cittadinanza. La sentenza chiarisce che il reato sussiste anche se il richiedente avrebbe avuto diritto a un beneficio di importo inferiore, e che la recente abrogazione della misura non cancella i reati commessi in passato, configurandosi come una successione di leggi e non come abolitio criminis.
Continua »
Pene sostitutive: la Cassazione chiarisce le regole
Un individuo condannato per truffa online si è visto accogliere parzialmente il ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, pur confermando la sua responsabilità penale, ha annullato la sentenza d'appello riguardo al diniego delle pene sostitutive. La Corte d'Appello aveva erroneamente dichiarato inammissibile la richiesta perché presentata dal difensore senza procura speciale, applicando in modo errato le norme processuali succedutesi nel tempo. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione sulle sanzioni.
Continua »
Confisca di sproporzione: sì alla retroattività
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'imputata per riciclaggio, il cui reato era stato dichiarato prescritto in appello. La Corte ha confermato la confisca di sproporzione sui suoi beni, stabilendo che non si tratta di una sanzione penale, ma di una misura di sicurezza. In quanto tale, ad essa si applica il principio del "tempus regit actum", consentendo l'applicazione retroattiva della norma (art. 578-bis c.p.p.) che permette la confisca anche in caso di prescrizione, purché la sua applicabilità fosse prevedibile al momento della commissione del reato.
Continua »
Rapina impropria: quando il reato è consumato?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per rapina impropria consumata nei confronti di una donna che, dopo aver indossato dei capi in un negozio, ha usato violenza per tentare la fuga. La Corte ha chiarito che per la consumazione del reato è sufficiente la violenza esercitata per assicurarsi il possesso della refurtiva, non essendo necessario l'effettivo impossessamento. È stato inoltre discusso il principio del 'favor rei' riguardo le pene sostitutive, sebbene il ricorso sia stato rigettato per altri motivi.
Continua »
Pericolosità sociale: motivazione apparente annulla misura
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che applicava una misura di sicurezza basata sulla pericolosità sociale di un individuo. La Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale di Sorveglianza 'apparente' e generica, poiché fondata su informative di polizia non circostanziate e sulla gravità di reati passati, senza un'analisi concreta e attuale degli elementi che dimostrassero un effettivo pericolo. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio che dovrà basarsi su prove concrete e non su mere presunzioni.
Continua »
Prescrizione usura: il no della Cassazione al riesame
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per un reato di usura. Viene confermato che la prescrizione usura decorre dall'ultimo pagamento di capitale o interessi. La Corte ribadisce inoltre il suo consolidato principio di non poter riesaminare nel merito le prove e i fatti, confermando la condanna dell'imputato e il suo obbligo al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
Continua »
Bancarotta fraudolenta extraneus: dolo e prescrizione
La Corte di Cassazione, con la sentenza 334/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore, condannato per concorso in bancarotta fraudolenta extraneus. Il caso riguarda la vendita di capannoni di una società, poi fallita, a un prezzo irrisorio, e la successiva rivendita a una società collegata agli amministratori della prima. La Corte ha confermato che per il dolo dell'extraneus è sufficiente la consapevolezza di partecipare a un'operazione che depaupera il patrimonio sociale, senza necessità di conoscere lo stato di dissesto. Inoltre, ha ribadito che la prescrizione per la bancarotta fraudolenta decorre dalla data della sentenza di fallimento e non dal compimento degli atti distrattivi.
Continua »
Prescrizione guida senza patente: le regole Orlando
Un automobilista, condannato per guida senza patente recidiva, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'avvenuta estinzione del reato. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che per i reati commessi nel 2019, la prescrizione per guida senza patente è soggetta alle sospensioni introdotte dalla Riforma Orlando, che ne posticipano significativamente la scadenza. La sentenza ha inoltre escluso l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la natura abituale della condotta.
Continua »
Peculato continuato: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per peculato continuato a carico di un commissario liquidatore che si era appropriato di ingenti somme di due società in liquidazione coatta. L'appello, basato sulla presunta errata qualificazione del reato e sulla mancanza di motivazione, è stato dichiarato inammissibile perché i motivi erano una mera ripetizione di quanto già deciso in appello e manifestamente infondati.
Continua »
Contributi malattia spettacolo: quando spetta il rimborso
Una società operante nel settore dello spettacolo ha richiesto il rimborso dei contributi malattia spettacolo versati all'ente previdenziale, sostenendo di aver corrisposto direttamente la retribuzione ai propri dipendenti durante i periodi di assenza per malattia. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la Corte d'Appello aveva errato nel non verificare l'esistenza di una norma, nel regime speciale dei lavoratori dello spettacolo, equivalente a quella del regime generale. Tale norma, individuata in un contratto collettivo del 1934, esonera dal versamento dei contributi il datore di lavoro che si fa carico del trattamento economico di malattia, rendendolo 'fungibile' con la prestazione dell'ente. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Sanzioni amministrative retroattività: la Consulta decide
Una società radiofonica, sanzionata per l'impiego di lavoratori dello spettacolo senza il vecchio certificato di agibilità, ha invocato una legge successiva che ha abolito tale obbligo. Le Sezioni Unite della Cassazione, riconoscendo la natura punitiva della sanzione, hanno messo in dubbio la costituzionalità della nuova norma nella parte in cui non prevede la propria retroattività. La questione sulle sanzioni amministrative retroattività è stata quindi rimessa alla Corte Costituzionale, sospendendo il giudizio.
Continua »
Citazione diretta: quando si applica il tempus regit actum
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per un reato fiscale. Il ricorrente lamentava un vizio procedurale legato all'uso della citazione diretta invece dell'udienza preliminare. La Corte ha respinto il motivo, applicando il principio "tempus regit actum". Ha chiarito che, per la scelta del rito processuale, rileva la legge in vigore al momento dell'esercizio dell'azione penale da parte del pubblico ministero, non quella vigente al momento della commissione del reato né le leggi successive. Al momento dell'azione, la pena massima per il reato rientrava nel limite previsto per la citazione diretta, rendendo la procedura corretta.
Continua »
Disturbo quiete pubblica: annullata condanna per querela
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per il reato di disturbo quiete pubblica a carico del gestore di un bar. La decisione si fonda sulla modifica normativa introdotta dal D.Lgs. 150/2022 (Riforma Cartabia), che ha reso il reato procedibile a querela di parte. Poiché la legge più favorevole si applica retroattivamente e nel caso di specie mancava la querela, la Corte ha dichiarato l'improcedibilità dell'azione penale.
Continua »
Lesioni aggravate: quando non si applica la tenuità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per lesioni aggravate a carico di un uomo che aveva aggredito la convivente. Il ricorso, basato sull'accidentalità del fatto e sulla richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), è stato rigettato. La Corte ha ritenuto attendibile la testimonianza della vittima e ha escluso la tenuità del fatto non solo per motivi formali legati alla normativa, ma anche nel merito, considerando la violenza dell'azione, il contesto familiare e la gravità delle lesioni.
Continua »