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art. 2, co. 26, L. n. 335/95

10 provvedimenti

Iscrizione alla Gestione separata: contributi dovuti ma sanzioni nulle
Un avvocato libero professionista impugna la decisione dell'INPS di iscriverlo d'ufficio alla Gestione separata per l'anno 2009, pretendendo contributi e sanzioni. Il professionista non aveva raggiunto le soglie di reddito per l'iscrizione alla Cassa Forense, versando solo il contributo integrativo. La Corte di Cassazione conferma che l'iscrizione alla Gestione separata è obbligatoria per i professionisti non iscritti alla cassa di categoria. Tuttavia, accoglie parzialmente il ricorso annullando le sanzioni civili. Grazie a una recente pronuncia della Corte Costituzionale, i professionisti non iscritti alla cassa per mancato raggiungimento dei limiti di reddito sono esonerati dalle sanzioni per i periodi precedenti al 2011. L'avvocato vince parzialmente: deve pagare i contributi ma non le sanzioni.
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Gestione separata INPS: no al dolo automatico per quadro RR vuoto
Un avvocato si oppone all'addebito dell'INPS per il mancato pagamento dei contributi previdenziali relativi all'anno 2011, derivanti dall'iscrizione d'ufficio alla Gestione separata INPS. La Corte d'Appello ritiene legittima l'iscrizione e nega la prescrizione, ravvisando un comportamento doloso nell'omessa compilazione del quadro RR della dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del professionista. I giudici chiariscono che la prescrizione dei contributi decorre dalla scadenza del termine di pagamento e non dalla presentazione della dichiarazione. Inoltre, la mancata compilazione del quadro RR non costituisce automaticamente dolo (occultamento del debito). La sentenza viene cassata con rinvio per un nuovo esame della prescrizione.
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Prescrizione contributi gestione separata: l’INPS vince in Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS contro la decisione che dichiarava prescritti i contributi previdenziali di un lavoratore autonomo per l'anno 2009. La Corte d'appello aveva individuato l'inizio del termine di prescrizione al 16 giugno 2010, ritenendo tardivo l'atto interruttivo del 30 giugno 2015. La Cassazione ha invece stabilito che la prescrizione contributi gestione separata inizia a decorrere dalla scadenza del termine di pagamento differito, ossia dal 6 luglio 2010, rendendo l'intervento dell'ente previdenziale tempestivo.
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Iscrizione Gestione Separata INPS: Avvocato Sotto Soglia Perde
Un avvocato con un reddito inferiore alla soglia minima per l'iscrizione alla propria cassa di previdenza si è opposto alla richiesta dell'Ente Previdenziale di pagare i contributi. La Corte di Cassazione ha però confermato la legittimità dell'iscrizione Gestione Separata INPS d'ufficio. I giudici hanno stabilito che chi non è tenuto a versare il contributo soggettivo alla propria cassa professionale deve comunque garantirsi una copertura pensionistica tramite la Gestione Separata, in virtù del principio di universalità delle tutele. La Corte ha anche precisato che la prescrizione dei contributi decorre dalla scadenza del termine di pagamento e non dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. L'Ente Previdenziale ha quindi vinto la causa.
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Gestione Separata INPS: obbligo per professionisti
La Corte di Cassazione ha stabilito che un libero professionista, iscritto al proprio albo e tenuto a versare alla sua cassa di categoria solo il contributo integrativo (e non quello soggettivo), è comunque obbligato a iscriversi alla Gestione Separata INPS. La Corte ha chiarito che l'unico versamento che esonera da tale obbligo è quello suscettibile di creare una posizione previdenziale per il lavoratore. Il contributo integrativo, avendo una funzione puramente solidaristica, non è sufficiente a escludere l'iscrizione alla Gestione Separata INPS, che interviene in modo complementare per garantire la copertura previdenziale.
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Decorrenza pensione computo: la domanda è decisiva
Un lavoratore aveva maturato i requisiti per la pensione, ma ha presentato solo in seguito la domanda per il computo dei contributi versati in diverse gestioni. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29250/2023, ha stabilito che la decorrenza della pensione con computo non parte dalla maturazione dei requisiti, ma dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della specifica domanda di computo. Questa decisione sottolinea la natura facoltativa di tale scelta, che produce effetti solo dal momento in cui viene formalmente esercitata.
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Gestione Separata Avvocati: no sanzioni pre-2011
Un professionista che non raggiunge la soglia di reddito per l'iscrizione alla cassa di categoria è comunque tenuto a versare i contributi alla Gestione Separata INPS. Tuttavia, la Corte di Cassazione, applicando una sentenza della Corte Costituzionale, ha stabilito che non sono dovute le sanzioni civili per le omissioni contributive relative ai periodi antecedenti al 2011, anno in cui la normativa è stata chiarita. Rimane fermo l'obbligo di versare i contributi omessi.
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Decorrenza pensione computo: decide la domanda
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24926/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza della pensione con computo in Gestione Separata. Il trattamento pensionistico non parte dalla data di maturazione dei requisiti, ma dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda di computo. Questo perché il computo è una facoltà che il lavoratore esercita attivamente con una richiesta specifica, e solo da quel momento i contributi versati in altre gestioni possono essere utilizzati. La sentenza ha quindi accolto il ricorso dell'ente previdenziale, cassando la decisione della Corte d'Appello che aveva fissato una decorrenza anteriore, legata al perfezionamento del diritto.
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Sanzioni Gestione Separata: la Cassazione le annulla
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3672/2025, ha annullato le sanzioni Gestione Separata addebitate a un architetto per l'anno 2005. Pur confermando l'obbligo di iscrizione e versamento dei contributi per i professionisti già lavoratori dipendenti, la Corte ha applicato una recente sentenza della Corte Costituzionale (n. 55/2024), stabilendo che le sanzioni per l'omessa iscrizione non sono dovute per i periodi antecedenti l'entrata in vigore della specifica normativa del 2011.
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Gestione Separata: obbligo per amministratori di società
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'attività di amministratore di società di capitali comporta l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS, a prescindere da una precedente cancellazione volontaria. La Corte ha respinto il ricorso di un amministratore che chiedeva il rimborso dei contributi versati, affermando che è la natura oggettiva dell'attività svolta a determinare l'obbligo contributivo, qualificandola come rapporto di collaborazione coordinata e continuativa.
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