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Art. 2 c. 26 L. 335/1995

7 provvedimenti

Iscrizione Gestione separata INPS: obbligatoria anche sotto 5000€
L'ente previdenziale ha richiesto i contributi a un avvocato iscritto all'albo professionale ma privo di contribuzione alla Cassa di categoria, a fronte di un reddito annuo inferiore a cinquemila euro. I giudici di merito avevano inizialmente escluso il debito applicando la franchigia di cinquemila euro prevista per il lavoro autonomo occasionale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'ente. I giudici supremi hanno chiarito che l'obbligo di iscrizione Gestione separata INPS per i professionisti dipende dal carattere abituale dell'attività e non dall'ammontare del guadagno annuale.
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Gestione Separata INPS: stop ai contributi senza prova abituale
L'Istituto Previdenziale ha richiesto il pagamento di contributi previdenziali a un professionista iscritto all'albo, ma non alla Cassa di categoria, per l'anno 2008. Il lavoratore ha prodotto un reddito annuale inferiore a 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha rigettato le pretese dell'ente, confermando l'assenza di obbligo per la Gestione Separata INPS. L'iscrizione richiede infatti la prova dell'esercizio abituale della professione. L'ente di previdenza non ha dimostrato la continuità dell'attività svolta dal professionista. Un reddito contenuto ed esiguo rappresenta un elemento contrario all'abitualità. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente di previdenza. Il professionista non deve versare alcuna somma a titolo di contributi per l'anno contestato.
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Iscrizione alla cassa di previdenza: paghi anche a reddito zero
Un professionista geometra impugna la cartella esattoriale relativa ai contributi minimi pretesi dall'ente previdenziale di categoria per un'annualità non lavorata con continuità. La Corte d'Appello annulla la cartella ritenendo privo di base l'onere contributivo in assenza di esercizio effettivo e continuo della professione. La Corte di Cassazione ribalta totalmente il verdetto accogliendo il ricorso dell'ente. I giudici supremi affermano che l'iscrizione all'albo professionale genera automaticamente l'obbligo contributivo verso la cassa autonoma. La mancata produzione di reddito o lo svolgimento occasionale dell'attività non esonerano dai versamenti minimi. L'iscrizione alla cassa di previdenza e il pagamento dei minimi si impongono per la semplice iscrizione all'albo, salvo rigide deroghe regolamentari espressamente autocertificate.
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Iscrizione Cassa Geometri: contributi dovuti anche senza reddito
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Cassa di Previdenza contro un professionista che contestava il pagamento dei contributi minimi. I giudici hanno chiarito che l'iscrizione all'albo professionale fa scattare in automatico l'iscrizione Cassa Geometri. Non rileva la mancanza di reddito, né l'esercizio occasionale dell'attività o l'eventuale iscrizione a una diversa gestione previdenziale dell'INPS. Per evitare il pagamento della contribuzione minima, il professionista deve presentare le specifiche comunicazioni e autocertificazioni previste dai regolamenti interni dell'ente. Di conseguenza, la Suprema Corte ha cassato la decisione favorevole al geometra e ha rinviato il giudizio alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
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Gestione separata INPS: obbligo e dolo del professionista
Un ingegnere dipendente svolgeva contemporaneamente attività libero-professionale ed era iscritto all'albo ma non alla cassa professionale di categoria, versando a quest'ultima solo il contributo integrativo. L'ente previdenziale ha disposto l'iscrizione d'ufficio alla Gestione separata INPS, richiedendo i contributi non versati. Il professionista si è opposto eccependo l'esonero contributivo e la prescrizione del debito. I giudici hanno stabilito che il solo contributo solidaristico alla cassa privata non evita la doppia imposizione previdenziale sul reddito autonomo. Inoltre, l'omessa compilazione del quadro fiscale dei redditi ha sospeso la prescrizione per occultamento doloso, confermando l'integrale debito del lavoratore verso l'ente pubblico.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: proroga salva l’INPS
Un professionista riceve dall'ente previdenziale una richiesta di pagamento per la contribuzione dovuta all'INPS per l'anno 2009. Il contribuente eccepisce l'estinzione del debito per decorso del tempo. I giudici di merito ritengono tardiva la richiesta dell'istituto, fissando l'avvio del conteggio alla scadenza ordinaria di giugno 2010. La Corte di Cassazione ribalta la decisione. La Suprema Corte stabilisce che il termine iniziale coincide con la scadenza effettiva del versamento, la quale era stata prorogata al 6 luglio 2010 da un decreto ministeriale. Di conseguenza, l'avviso di pagamento recapitato al professionista il 30 giugno 2015 risulta tempestivo. La prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla data differita di pagamento, con pieno accoglimento delle ragioni dell'ente creditore.
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Iscrizione Albo: obbligo contributi minimi
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'**Iscrizione Albo** professionale è il presupposto sufficiente per l'obbligo di versamento dei contributi alla Cassa di previdenza di categoria. Il caso riguardava un professionista che negava il debito contributivo sostenendo di svolgere esclusivamente attività di amministratore societario e non la libera professione. La Suprema Corte ha ribaltato la decisione di merito, confermando che la natura occasionale dell'attività o il ruolo di amministratore non escludono l'obbligo di pagare i contributi minimi se permane l'iscrizione all'ordine professionale.
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