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Art. 197 Codice di Procedura Civile

5 provvedimenti

Nullità CTU: quando eccepire i vizi procedurali?
Due agricoltori citano un'azienda fornitrice di fertilizzanti per i danni alle colture. Dopo un lungo iter processuale, la Cassazione rigetta il ricorso, sottolineando che la nullità della CTU per vizi procedurali deve essere eccepita tempestivamente, altrimenti decade. I motivi del ricorso sono stati ritenuti inammissibili o infondati.
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Consulenza tecnica d’ufficio: quando è tardiva?
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di due agricoltori che lamentavano danni alle colture a seguito dell'uso di un fertilizzante. La decisione si fonda sull'inammissibilità e l'infondatezza dei motivi, in gran parte incentrati sulla contestazione della consulenza tecnica d'ufficio. La Corte ribadisce che le eccezioni di nullità della perizia devono essere sollevate, a pena di decadenza, nella prima udienza successiva al deposito, distinguendole dalle critiche di merito, che non possono essere trasformate in vizi procedurali per ottenere un riesame in sede di legittimità.
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Onere della prova: chi deve dimostrare l’adempimento?
Una società di ingegneria ha citato in giudizio un ente pubblico per il mancato pagamento di alcuni studi di fattibilità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, sottolineando che l'onere della prova dell'avvenuto adempimento contrattuale grava su chi richiede il pagamento. Poiché la società non ha mai depositato in giudizio gli studi realizzati, non ha potuto dimostrare il proprio diritto al compenso, rendendo la sua domanda infondata.
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Produzione documentale: l’onere di indicazione precisa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni clienti contro un istituto di credito. La questione centrale era la corretta produzione documentale di ricevute di pagamento. La Corte ha stabilito che un'indicazione generica nell'indice dei documenti, come "contabili bancarie", non è sufficiente a provare l'avvenuto deposito, soprattutto se contestato. La parte ha l'onere di elencare in modo preciso e analitico i documenti prodotti, non potendo gravare sul giudice il compito di ricercarli in un fascicolo disordinato.
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Sentenza non definitiva: quando vincola il giudice?
In un caso di risarcimento del danno per occupazione illegittima di terreni da parte di un ente pubblico, la Cassazione chiarisce la natura della sentenza non definitiva. I proprietari di alcuni fondi, occupati e trasformati irreversibilmente da un Comune, avevano ottenuto in appello una rideterminazione del risarcimento. Avevano però impugnato la decisione finale, sostenendo che la Corte d'appello avesse contraddetto una propria precedente sentenza non definitiva sul criterio di calcolo del valore. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che una sentenza non definitiva che si limita a indicare un metodo di stima o la necessità di nuove indagini peritali ha natura ordinatoria e non decisoria. Pertanto, non acquista efficacia di giudicato interno e può essere modificata dal giudice nel prosieguo del giudizio, senza vincolare la decisione finale sulla quantificazione del danno.
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