Tre militari sono stati condannati per violenza privata e lesioni personali ai danni di un collega. Gli imputati avevano sottratto il televisore della vittima, impedendole di uscire dalla stanza e colpendola fisicamente all'interno di una caserma. La difesa ha contestato la giurisdizione del giudice ordinario a favore di quello militare e un errore di un giorno nella data del reato. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi, confermando la condanna. I giudici hanno stabilito che gli atti di violenza privata e nonnismo non hanno legami con la disciplina militare o il servizio, trattandosi di mera sopraffazione personale. Di conseguenza, la giurisdizione spetta al giudice ordinario, poiché il reato comune di violenza privata è più grave di quello militare.
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