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Art. 1959 Convenzione EDU

7 provvedimenti

Sequestro preventivo: nullo se la trasmissione non è urgente
Un amministratore societario, indagato per riciclaggio a San Marino, ha subìto il sequestro preventivo di somme di denaro in Italia su richiesta dell'autorità estera. Il Giudice per le indagini preliminari ha concesso la misura applicando un vecchio trattato bilaterale del 1939. L'indagato ha contestato la mancata notifica del provvedimento straniero e le modalità di trasmissione della richiesta. La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica del decreto estero non è obbligatoria. Tuttavia, ha accolto il ricorso sulle modalità di trasmissione. La trasmissione diretta tra autorità giudiziarie è valida solo in casi di urgenza, secondo la Convenzione di Varsavia del 2005, che prevale sul vecchio trattato. La Corte ha quindi annullato l'ordinanza, rinviando al giudice di merito per verificare la regolarità della trasmissione.
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Riconoscimento Sentenza Straniera: Svizzera non è UE, serve procedura
La Corte di Cassazione ha chiarito che il riconoscimento di una sentenza penale straniera emessa dalla Svizzera non è automatico, a differenza di quanto avviene tra Paesi membri dell'UE. Una Corte d'Appello aveva erroneamente respinto la richiesta di una Procura Generale di riconoscere una condanna svizzera, applicando la normativa europea. La Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che per la Svizzera, paese extra-UE, è sempre necessaria la procedura formale prevista dall'art. 730 del codice di procedura penale, basata su specifici accordi internazionali. La richiesta della Procura dovrà quindi essere riesaminata.
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Liberazione condizionale: non basta il risarcimento
Un uomo condannato per reati fiscali e in affidamento in prova ha richiesto la liberazione condizionale e il trasferimento della misura all'estero. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. La Corte ha specificato che per la liberazione condizionale è necessario un profondo e sicuro ravvedimento, che va oltre il semplice risarcimento del danno. Anche il rischio concreto di recidiva ha impedito il trasferimento della pena in un altro Stato UE.
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Riconoscimento sentenza straniera: limiti e procedure
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Procuratore Generale per il mancato riconoscimento di una sentenza penale svizzera. La decisione sottolinea che, in base agli accordi bilaterali, il riconoscimento di una sentenza straniera per effetti interni richiede una domanda espressa, non presentata nel caso di specie.
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Sequestro conservativo: la richiesta dall’estero
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un sequestro conservativo eseguito in Italia su richiesta della Repubblica di San Marino. La sentenza chiarisce che la base giuridica per tale cooperazione è la Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale, che consente la comunicazione diretta tra autorità giudiziarie e limita il ruolo del giudice italiano alla mera esecuzione, senza una revisione del merito della richiesta.
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Rogatoria internazionale: quando è illegittima la revoca
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Giudice per le indagini preliminari che aveva revocato un sequestro conservativo su beni in Italia, richiesto tramite rogatoria internazionale da un'autorità giudiziaria estera. La Corte ha stabilito che il giudice dell'esecuzione non può rivalutare la legittimità della richiesta di assistenza già concessa, ma deve limitarsi a verificare le modalità attuative. La decisione ripristina il sequestro originale, rafforzando i principi di cooperazione giudiziaria internazionale.
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Sequestro assistenza giudiziaria: limiti e rimedi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due società contro un provvedimento di sequestro emesso su richiesta di uno Stato estero non-UE. Il caso riguarda un'indagine per corruzione e riciclaggio, con profitti illeciti reinvestiti in Italia. La Suprema Corte chiarisce che il rimedio corretto contro un sequestro su assistenza giudiziaria non è il riesame, ma l'incidente di esecuzione. Inoltre, ribadisce che il giudice italiano non può sindacare il merito della richiesta straniera, ma solo verificare il rispetto dei principi fondamentali e delle convenzioni internazionali.
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