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Art. 1957 Codice Civile

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492 provvedimenti

Deroga art 1957 c.c.: la clausola ‘a richiesta’
La Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola 'a semplice richiesta' in un contratto di fideiussione costituisce una valida deroga all'art. 1957 c.c. Di conseguenza, il creditore non è tenuto a iniziare un'azione giudiziaria entro sei mesi dalla scadenza del debito, essendo sufficiente una semplice richiesta scritta al garante per evitare la decadenza. La Corte ha rigettato il ricorso dei fideiussori, confermando la legittimità della richiesta di pagamento della banca.
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Ricorso in Cassazione: i limiti all’interpretazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante l'interpretazione di contratti di fideiussione. Il ricorso in Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge. La Corte ha ribadito che l'interpretazione contrattuale è compito esclusivo del giudice di merito, se adeguatamente motivata.
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Fideiussione a prima richiesta: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 840/2025, ha rigettato il ricorso di una società contro la decisione della Corte d'Appello che liberava un garante. Il caso verteva sulla qualificazione di una garanzia come 'fideiussione a prima richiesta'. La Cassazione ha stabilito che tale clausola non è sufficiente per qualificare il contratto come autonomo e inapplicare l'art. 1957 c.c. È necessaria un'analisi complessiva del contratto, che nel caso di specie ha confermato la natura di fideiussione e la conseguente liberazione del garante per inerzia del creditore.
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Onere della prova: fideiussione nulla senza il D.M.?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un garante che chiedeva la nullità della propria fideiussione per violazione della normativa antitrust. La decisione si fonda sul mancato assolvimento dell'onere della prova: il garante non ha prodotto in giudizio il provvedimento sanzionatorio dell'Autorità Garante né ha indicato con precisione la sua collocazione negli atti processuali, violando il principio di specificità del ricorso.
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Nullità fideiussione ABI: l’onere della prova decisivo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di alcuni fideiussori che contestavano la validità di una garanzia basata sullo schema ABI. La decisione sottolinea che per ottenere la declaratoria di nullità della fideiussione ABI, non è sufficiente una generica contestazione, ma è necessario allegare e provare circostanze di fatto specifiche, come la data di stipula e l'impatto delle clausole sul debito. La mancanza di tali elementi probatori ha reso il ricorso inammissibile.
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Revocatoria donazione: quando è inefficace?
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso di due garanti che avevano donato i loro beni immobili per sottrarli ai creditori. La sentenza chiarisce la natura della donazione modale ai fini della revocatoria donazione, ribadendo che l'imposizione di un onere non la trasforma in un atto oneroso. Inoltre, la Corte distingue nettamente l'avallo cambiario dalla fideiussione, escludendo l'applicazione delle tutele previste per quest'ultima alla garanzia cartolare, data la sua autonomia e astrattezza.
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Obbligo aggiornamento dati: il no della Cassazione
Una società edile ha citato in giudizio una Cassa Edile per non aver aggiornato il suo stato di irregolarità contributiva dopo l'inizio di una causa, impedendole di ottenere il DURC. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le sentenze precedenti. La Corte ha stabilito che non esiste un automatico obbligo di aggiornamento dati per revocare una segnalazione inizialmente legittima solo perché è sorta una controversia legale, criticando inoltre il ricorso per mancanza di specificità e per aver sollevato questioni nuove.
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Fideiussione omnibus: no nullità se l’eccezione è tardiva
Due garanti hanno contestato una fideiussione omnibus, sostenendo in appello la sua nullità per violazione della normativa antitrust. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'eccezione di nullità e la relativa prova documentale devono essere presentate tempestivamente nel primo grado di giudizio. La tardività preclude il rilievo d'ufficio della nullità e rende inammissibili le relative domande.
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Ricorso inammissibile: le regole della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile a causa di gravi vizi formali. La decisione sottolinea l'importanza del principio di autosufficienza e della chiara esposizione dei fatti e dei motivi di diritto, respingendo un appello basato su un assemblaggio confuso di documenti e argomentazioni generiche. Il caso riguardava una contestazione sulla validità di una fideiussione legata a un contratto di leasing.
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Clausola di deroga e fideiussione: i limiti in appello
Un fideiussore si opponeva a un decreto ingiuntivo, eccependo la nullità della fideiussione a causa di una clausola di deroga basata su uno schema ABI anticoncorrenziale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi inferiori. La Corte ha stabilito che l'eccezione di nullità era stata sollevata tardivamente e senza prove adeguate, e che il ricorrente non aveva contestato le specifiche ragioni giuridiche della sentenza d'appello.
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Contratto autonomo di garanzia: ricorso inammissibile
Un garante ha presentato ricorso in Cassazione contro la decisione della Corte d'Appello relativa a un contratto autonomo di garanzia. Il garante sosteneva di doversi ritenere liberato dall'obbligazione a causa della condotta del creditore e lamentava la mancata ammissione di una perizia tecnica su presunti tassi usurari. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi procedurali, tra cui la genericità delle censure e la violazione del principio di autosufficienza. Ha inoltre ribadito che, in un contratto autonomo di garanzia, il garante non può sollevare eccezioni relative al debito principale e che la conoscenza della situazione finanziaria del debitore da parte del garante esclude l'applicazione della liberazione prevista dall'art. 1956 c.c. L'appellante è stato anche condannato per abuso del processo.
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Deroga art. 1957 c.c.: i limiti del giudice di rinvio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, annulla per la seconda volta una decisione della Corte d'Appello, ribadendo i rigidi limiti imposti al giudice di rinvio. Il caso riguarda una fideiussione e la presunta deroga all'art. 1957 c.c., che libera il garante se il creditore non agisce entro sei mesi. La Suprema Corte stabilisce che il giudice di rinvio non può cercare nuove clausole contrattuali per giustificare una deroga già esclusa in un precedente giudizio di cassazione, ma deve attenersi strettamente al principio di diritto enunciato e ai fatti già accertati.
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Giurisdizione polizza fideiussoria: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione stabilisce che la controversia sull'escussione di una polizza fideiussoria, stipulata a garanzia di obblighi derivanti da una convenzione urbanistica, appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario e non a quella del giudice amministrativo. La decisione chiarisce che il rapporto di garanzia è di natura privatistica e distinto dall'accordo pubblicistico, anche se collegato. La Pubblica Amministrazione, agendo per l'escussione della garanzia, opera come un soggetto privato, rendendo competente il tribunale civile.
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Inammissibilità ricorso: analisi di un caso pratico
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da alcuni fideiussori contro una sentenza della Corte d'Appello. Il caso riguarda un'opposizione a un decreto ingiuntivo emesso da una banca. I motivi di inammissibilità sono molteplici e includono questioni di competenza territoriale interna al tribunale, vizi di motivazione inammissibili per la regola della "doppia conforme", e la mancata specificità delle censure relative alla prova del credito e alle clausole di fideiussione.
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Accordo di ristrutturazione e credito contestato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società che si era vista respingere un accordo di ristrutturazione. La decisione si fonda sulla non corretta gestione di un credito contestato, ma ritenuto esistente dal giudice, che era stato inserito in un fondo rischi anziché essere garantito per l'integrale pagamento, come previsto per i creditori non aderenti. La Corte ha ribadito che il controllo del tribunale sull'accordo non è meramente formale, ma deve valutare la plausibilità e la ragionevolezza del piano, inclusa l'effettiva garanzia di pagamento per tutti i creditori estranei.
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Fideiussione omnibus: onere di allegazione e nullità
La Corte di Cassazione chiarisce che, in un caso di fideiussione omnibus con clausole nulle per violazione della normativa antitrust, non è sufficiente invocare la nullità per essere liberati dall'obbligazione. Il fideiussore ha l'onere di allegare tempestivamente in giudizio il fatto specifico dell'inerzia del creditore, come previsto dall'art. 1957 c.c. La mancata allegazione di questo presupposto di fatto rende inammissibile il ricorso, poiché la semplice nullità della clausola non comporta automaticamente la liberazione del garante.
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Fideiussione Antitrust: la Cassazione decide
Analisi di un'ordinanza della Cassazione sul tema della fideiussione antitrust. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per la tardiva produzione di prove essenziali e per la formazione del giudicato su un'eccezione preliminare, precludendo l'esame della nullità.
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Legittimazione processuale del fallito: la Cassazione
A seguito di un ricorso presentato da alcuni garanti e da una società, poi fallita, contro una condanna al pagamento, la Corte di Appello aveva negato la legittimazione ad agire alla società fallita, poiché la Curatela non si era costituita in giudizio. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rilevato la complessità della questione sulla legittimazione processuale del fallito. In particolare, si chiede se il fallito possa impugnare una sentenza per tutelarsi da future pretese, anche in caso di disinteresse del curatore. Per l'importanza nomofilattica della questione, ha rinviato la causa alla pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Fideiussione omnibus: la Cassazione e l’inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni garanti (fideiussori) contro una società cessionaria di crediti bancari. I ricorrenti contestavano la validità di una fideiussione omnibus e la legittimità del recesso della banca. La Corte ha respinto il ricorso basandosi sulla regola della "doppia conforme", che limita l'esame dei fatti in Cassazione quando due sentenze di merito sono concordi. Inoltre, ha sottolineato che per far valere la nullità delle clausole conformi allo schema ABI, il ricorrente deve fornire prove specifiche e dettagliate, cosa che in questo caso non è avvenuta.
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Responsabilità presidente: quando risponde dei debiti?
La Corte di Cassazione chiarisce i confini della responsabilità del presidente di un'associazione non riconosciuta. La sentenza analizza il principio secondo cui la responsabilità personale e solidale non deriva dalla semplice carica ricoperta, ma dall'effettiva attività negoziale svolta in nome e per conto dell'ente. Il caso riguardava il mancato pagamento di oneri da parte di un'associazione a una società creditrice. La Corte ha cassato la decisione d'appello per errata valutazione della prova presuntiva, sottolineando che gli indizi a carico del presidente devono essere valutati nel loro complesso e non singolarmente.
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