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Art. 195 Testo Unico della Finanza

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99 provvedimenti

Sanzione amministrativa Consob: i doveri dei sindaci
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione amministrativa Consob a carico di un membro del collegio sindacale di una banca per omessa vigilanza sulla correttezza dei prospetti informativi. La decisione chiarisce che la responsabilità del sindaco sussiste anche a titolo di colpa e che le sanzioni amministrative in materia finanziaria, in questo specifico caso, non hanno natura sostanzialmente penale. Viene inoltre ribadita la giurisdizione del giudice ordinario e la legittimità della procedura sanzionatoria seguita dall'Autorità di vigilanza.
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Responsabilità collegio sindacale: la Cassazione decide
La Cassazione conferma la sanzione a un membro del collegio sindacale di una banca per omessa vigilanza. La decisione sottolinea l'ampia responsabilità del collegio sindacale nel controllo dei prospetti informativi, respingendo l'ipotesi di ignoranza incolpevole anche in caso di presunto occultamento da parte del management. La Corte stabilisce che la presunzione di colpa grava sul sindaco, che deve dimostrare di aver agito senza negligenza.
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Responsabilità collegio sindacale: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni ex membri del collegio sindacale di un istituto di credito, confermando la loro responsabilità per omessa vigilanza. La Suprema Corte ha chiarito importanti principi procedurali, tra cui la distinzione tra procedimento amministrativo e giurisdizionale, la natura non perentoria dei termini interni dell'Autorità di vigilanza e l'ampiezza della responsabilità del collegio sindacale anche per condotte iniziate prima del loro insediamento ma protrattesi durante il mandato. La decisione sottolinea il rigore con cui viene valutata la diligenza degli organi di controllo societari.
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Potere sanzionatorio Consob: i termini per agire
La Corte di Cassazione chiarisce i termini per l'esercizio del potere sanzionatorio Consob. La mera conoscenza di un'ispezione di un'altra autorità non fa decorrere il termine di decadenza di 180 giorni. È necessario il completamento dell'istruttoria da parte della Commissione per l'accertamento dell'illecito. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva annullato una sanzione per tardività, stabilendo principi chiave sulla distinzione tra constatazione e accertamento del fatto.
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Potere sanzionatorio Consob: i termini per agire
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che aveva cancellato una sanzione a un ex direttore di banca. Il caso riguarda il potere sanzionatorio Consob e la decorrenza dei termini per la contestazione. La Suprema Corte ha stabilito che il termine non decorre dalla semplice conoscenza generica di un problema, ma dal momento in cui l'Autorità completa l'istruttoria necessaria a verificare la specifica violazione, distinguendo tra 'constatazione' e 'accertamento' del fatto.
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Potere sanzionatorio Consob: i termini per agire
La Corte di Cassazione interviene sul tema del potere sanzionatorio Consob, chiarendo la decorrenza dei termini per la contestazione delle violazioni. Il caso riguarda una sanzione inflitta a un ex amministratore di un istituto di credito, annullata in appello per presunta tardività dell'azione di vigilanza. La Suprema Corte ha cassato la decisione, stabilendo che il termine per contestare un illecito non decorre dalla generica conoscenza di difficoltà della banca, ma dal momento in cui l'autorità completa l'attività istruttoria specifica sulla violazione contestata, distinguendo nettamente i diversi ambiti di vigilanza.
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Responsabilità esponenti: basta il rischio per la sanzione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7139 del 2025, ha chiarito i presupposti per la responsabilità degli esponenti aziendali nel settore finanziario. Il caso riguardava sanzioni irrogate dall'autorità di vigilanza a una banca e ai suoi dirigenti per violazioni del Testo Unico della Finanza. La Suprema Corte ha stabilito che per configurare il "grave pregiudizio per la tutela degli investitori", non è necessario un danno effettivo e già verificatosi, essendo sufficiente una condotta potenzialmente idonea a ledere gli interessi protetti. La Corte ha inoltre confermato la responsabilità diretta della banca per le dichiarazioni non veritiere rese dai suoi funzionari durante l'attività ispettiva, accogliendo il ricorso dell'autorità di vigilanza e cassando con rinvio la sentenza d'appello.
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Notifica atti amministrativi: Cassazione annulla sanzione
La Corte di Cassazione ha annullato una pesante sanzione per insider trading inflitta a un manager residente all'estero. La decisione non si basa sul merito dell'accusa, ma su un vizio procedurale fondamentale: l'errata notifica degli atti amministrativi iniziali. La Corte ha stabilito che il Regolamento UE per la notifica di atti civili e commerciali non si applica ai procedimenti sanzionatori della pubblica amministrazione, poiché questi rientrano nella categoria esclusa degli atti compiuti 'iure imperii'. Tale vizio, violando il diritto di difesa, non è sanabile e comporta la nullità dell'intero provvedimento sanzionatorio.
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Responsabilità amministratore non esecutivo: il caso
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione irrogata da un'autorità di vigilanza a un amministratore non esecutivo di un istituto di credito. La sanzione riguardava l'omissione di informazioni cruciali nei prospetti di offerta al pubblico. La Corte ha stabilito che la responsabilità dell'amministratore non esecutivo sussiste anche a titolo di colpa, sottolineando il suo dovere attivo di informarsi e vigilare, non potendo fare mero affidamento sulle informazioni fornite dagli organi esecutivi, specialmente in presenza di segnali di allarme.
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Responsabilità amministratori: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un consigliere di amministrazione sanzionato da un'autorità di vigilanza per gravi omissioni informative in un prospetto destinato agli investitori. La sentenza sottolinea la piena responsabilità degli amministratori, anche non esecutivi, affermando il loro dovere di agire informati e di supervisionare attivamente, non potendosi limitare a fare affidamento sulle informazioni fornite dagli organi esecutivi. Viene confermata la presunzione di colpa a carico dell'amministratore, che ha l'onere di provare di aver agito con la massima diligenza.
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Termine di contestazione: la Cassazione sul dies a quo
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che aveva cancellato una sanzione a un dirigente bancario. Il caso verteva sul corretto calcolo del termine di contestazione per l'Autorità di Vigilanza. La Corte ha stabilito che il termine non decorre dalla mera conoscenza di un fatto, ma dal completamento dell'istruttoria necessaria a valutare la violazione in tutti i suoi elementi, un processo complesso che non può essere sindacato nel merito dal giudice.
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Responsabilità sindaco prospetto: la decisione
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione pecuniaria irrogata da un'autorità di vigilanza finanziaria a un membro del collegio sindacale di un istituto di credito. Il caso riguarda l'omissione di informazioni cruciali in due prospetti informativi relativi ad aumenti di capitale. L'ordinanza chiarisce la natura della responsabilità del sindaco per il prospetto, affermando che il suo dovere di vigilanza non è meramente formale ma sostanziale, e che la colpa si presume, spettando al sindaco l'onere di provare di aver agito con la dovuta diligenza. La Corte ha respinto tutti i motivi di ricorso, inclusi quelli su difetto di giurisdizione, natura penale della sanzione e violazione del contraddittorio.
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Estinzione del processo per rinuncia: il caso esaminato
Un soggetto privato aveva presentato ricorso contro una delibera di un'autorità di vigilanza. Prima della decisione, ha rinunciato al ricorso con l'accettazione della controparte, che ha anche concordato sulla non debenza delle spese. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, chiarendo che in questi casi non è dovuto il pagamento del doppio del contributo unificato.
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Responsabilità amministratore: doveri e colpa
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione a un amministratore non esecutivo di un istituto di credito per l'omissione di informazioni rilevanti nei prospetti di un aumento di capitale. La sentenza chiarisce la responsabilità amministratore, sottolineando che l'assenza di deleghe specifiche non esonera dal dovere di agire informati e di attivarsi in presenza di 'segnali di allarme'. La Corte ha ribadito che la colpa può essere desunta dalla mancata reazione a tali segnali, invertendo l'onere della prova a carico dell'amministratore.
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Responsabilità amministratori: dovere di informarsi
La Corte di Cassazione conferma la sanzione irrogata da un'autorità di vigilanza a un amministratore privo di deleghe di un istituto di credito per omissioni informative in un prospetto. L'ordinanza chiarisce l'estensione della responsabilità amministratori, sottolineando il loro dovere di agire informati e di attivarsi proattivamente per vigilare sulla gestione, specialmente in presenza di segnali di allarme. Viene ribadito che, in questo contesto, la negligenza è sufficiente per configurare l'illecito e non si applica il principio della legge più favorevole (favor rei).
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Responsabilità amministratore: Cassazione su prospetti
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione irrogata da un'autorità di vigilanza a un amministratore (Vice Presidente del CdA) di un istituto bancario per l'omissione di informazioni cruciali nei prospetti informativi. Il caso verteva sulla mancata indicazione del fenomeno del 'capitale finanziato', ovvero prestiti erogati dalla stessa banca per l'acquisto delle proprie azioni. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la responsabilità dell'amministratore sussiste anche in assenza di deleghe operative specifiche, in virtù del dovere generale di agire informati e di vigilare attivamente. È stato inoltre confermato che, in questo tipo di illeciti, la colpa è presunta e spetta all'amministratore provare di aver agito con la dovuta diligenza.
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Responsabilità amministratore: la Cassazione conferma
Un ex Vice Presidente di una banca cooperativa ha impugnato una sanzione dell'Autorità di Vigilanza Finanziaria per aver omesso informazioni cruciali nei prospetti di un aumento di capitale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la responsabilità amministratore anche se privo di deleghe esecutive. La Corte ha sottolineato il dovere di informarsi attivamente sulla gestione aziendale, specialmente in presenza di "campanelli d'allarme" come anomalie nella valutazione delle azioni e il fenomeno del "capitale finanziato".
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Responsabilità amministratore: doveri e sanzioni
La Corte di Cassazione conferma la sanzione pecuniaria inflitta dall'autorità di vigilanza a un amministratore non esecutivo di un istituto di credito. La decisione si fonda sulla violazione degli obblighi informativi nei prospetti relativi a un aumento di capitale. La Corte ha stabilito che la responsabilità dell'amministratore sussiste anche in assenza di deleghe operative, in virtù del dovere generale di agire in modo informato e di vigilare attivamente sulla gestione, specialmente in presenza di segnali di allarme. È stato ribadito che la presunzione di colpa grava sull'amministratore, il quale deve dimostrare di aver agito diligentemente per prevenire l'illecito.
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Opposizione sanzioni Banca d’Italia: il rito speciale
La Cass. Civ., Sez. II, n. 7663 del 19/03/2019 chiarisce la procedura per l'opposizione sanzioni Banca d'Italia. Un amministratore sanzionato ha impugnato il provvedimento depositando il ricorso prima di notificarlo, seguendo il rito generale. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando la specialità del rito previsto dall'art. 195 T.U.F., che impone la notifica all'Autorità prima del deposito in cancelleria, pena l'inammissibilità.
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