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Art. 1938 Codice Civile

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95 provvedimenti

Fideiussione specifica: no nullità per intesa ABI
Un garante si opponeva a un decreto ingiuntivo basato su una fideiussione specifica, sostenendone la nullità parziale per clausole anticoncorrenziali, analogamente al modello ABI per le fideiussioni omnibus. La Corte d'Appello di Brescia ha respinto l'appello, chiarendo che la nullità accertata per le garanzie omnibus non si estende automaticamente alla fideiussione specifica. Per quest'ultima, chi ne eccepisce la nullità ha l'onere di provare l'esistenza di una distinta intesa illecita. Anche la doglianza sull'usura degli interessi di mora è stata rigettata.
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Clausola di solidarietà successiva: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità della clausola di solidarietà successiva inserita nei contratti di garanzia. Un'erede si era opposta al pagamento di un debito garantito dalla madre, sostenendo la nullità della clausola che estendeva la responsabilità solidale agli eredi. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che tale pattuizione non costituisce un patto successorio vietato. Gli eredi, infatti, non sono vincolati in modo assoluto, ma conservano la facoltà di tutelarsi rinunciando all'eredità o accettandola con beneficio di inventario.
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Contratto autonomo di garanzia: rinvio della Cassazione
La Corte di Cassazione esamina un ricorso relativo a un contratto autonomo di garanzia. Il ricorrente, erede del garante originario, solleva questioni sulla natura del contratto, distinguendolo dalla fideiussione, e sulla sua possibile nullità per conformità a schemi ABI anticoncorrenziali. Tuttavia, la Corte non decide nel merito. Con un'ordinanza interlocutoria, rinvia la trattazione del caso, assegnando al ricorrente un termine per sanare un difetto di notifica del ricorso a una delle parti, considerata litisconsorte necessario.
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Obbligo di astensione: quando un giudice deve astenersi
Una società immobiliare e i suoi fideiussori ricorrono in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello che confermava un decreto ingiuntivo. Tra i motivi, spicca la presunta violazione dell'obbligo di astensione di un giudice. La Suprema Corte rigetta il ricorso, chiarendo che tale obbligo sorge solo se il giudice ha già deciso il merito in un grado precedente e che la questione va sollevata con istanza di ricusazione, non con l'impugnazione. La sentenza ribadisce inoltre la necessità di specificità nei motivi d'appello e i limiti del sindacato sulla gestione delle consulenze tecniche d'ufficio.
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Fideiussione a semplice richiesta: la messa in mora basta?
La Corte d'Appello di Firenze ha riformato una sentenza di primo grado, stabilendo che in una fideiussione a semplice richiesta, l'invio di una messa in mora al garante-consumatore è sufficiente per interrompere la decadenza prevista dall'art. 1957 c.c. La Corte ha chiarito che, sebbene la clausola di deroga esplicita fosse nulla, la clausola di pagamento 'a semplice richiesta' consente al creditore di agire con un atto stragiudiziale. Il termine di decadenza, in caso di fallimento del debitore principale, decorre dalla data della dichiarazione di fallimento.
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Competenza sezioni specializzate: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28987/2024, chiarisce i limiti della competenza delle sezioni specializzate in materia di impresa. In un caso di opposizione a precetto basato su plurime motivazioni, tra cui la nullità di una fideiussione per violazione della normativa antitrust, la Corte ha stabilito che la competenza delle sezioni specializzate è limitata alla sola domanda antitrust. Non sussiste una 'vis attractiva' per le altre domande relative al rapporto principale (es. nullità del mutuo), che restano di competenza del giudice ordinario. La Corte ha quindi disposto la separazione delle cause, affermando che solo una connessione 'qualificata' e non meramente occasionale può giustificare lo spostamento di competenza.
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Fideiussione importo massimo: validità e limiti
Una società creditrice ha agito contro un garante in base a un contratto di fideiussione. La Corte di Cassazione ha confermato la nullità della fideiussione perché priva della specificazione dell'importo massimo garantito, requisito fondamentale per legge. Un riferimento generico alle scritture contabili del debitore è stato ritenuto insufficiente, liberando così il garante da ogni obbligo. Il ricorso della creditrice è stato respinto, ribadendo che l'interpretazione dei contratti da parte dei giudici di merito è insindacabile in sede di legittimità, salvo palesi violazioni delle norme sull'ermeneutica.
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Garanzia immobili da costruire: quando non si applica
Una società costruttrice vendeva un immobile ristrutturato. La Cassazione ha stabilito che la garanzia immobili da costruire (D.Lgs. 122/2005) non si applica se l'immobile è strutturalmente completo, anche se in fase di ristrutturazione. La Corte d'Appello aveva erroneamente dichiarato nullo il contratto preliminare per la mancanza di tale garanzia, senza verificare lo stato effettivo dei lavori. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Nullità fideiussione ABI: l’onere della prova in giudizio
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di una fideiussione, respingendo l'eccezione di nullità fideiussione ABI. La decisione sottolinea che spetta al garante provare la conformità del contratto allo schema antitrust vietato, producendo in giudizio i documenti necessari, che non possono essere considerati fatti notori né rientrano nel principio iura novit curia.
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Responsabilità del mandatario: la Cassazione decide
Una società cooperativa stipula un contratto con una banca per il trasporto valori, avvalendosi di un'altra società per le aree fuori competenza. Quest'ultima si appropria di oltre 3 milioni di euro. La banca agisce contro la cooperativa, che viene condannata in primo e secondo grado. La Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ritiene la questione sulla natura della clausola di piena responsabilità del mandatario di particolare rilevanza, rinviando la causa a pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Diritto di regresso fideiussore e clausole limitative
Un fideiussore, dopo aver pagato il debito di una società garantita e ottenuto un patto di non aggressione dal creditore, ha agito in regresso contro un altro co-fideiussore. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che negava tale diritto, basandosi su una clausola contrattuale specifica. Tale clausola subordinava l'esercizio del diritto di regresso del fideiussore all'estinzione completa di ogni ragione di credito della banca verso il debitore principale. Poiché il debito non era integralmente estinto, la condizione non si era avverata, rendendo il ricorso inammissibile.
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Fideiussione omnibus: appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso relativo a una fideiussione omnibus. La Corte d'Appello aveva dichiarato nulla la garanzia perché priva dell'importo massimo garantito. Il ricorso è stato respinto per violazione del principio di autosufficienza, in quanto la parte ricorrente non ha trascritto le clausole contrattuali decisive, impedendo alla Corte di esaminare il merito.
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Obbligazioni future: la Cassazione e la garanzia
La Corte di Cassazione ha stabilito che una garanzia prestata per un'obbligazione condizionale, come quella che sorge in caso di inadempimento di un contratto d'appalto, non rientra nella categoria delle garanzie per obbligazioni future. Di conseguenza, non è nulla se non indica l'importo massimo garantito, come invece previsto dall'art. 1938 c.c. per le fideiussioni omnibus. Il caso riguardava una compagnia assicurativa che, dopo aver pagato una polizza a seguito dell'inadempimento di un'ATI, si era vista negare il regresso verso i coobbligati perché la relativa garanzia era stata ritenuta nulla in appello. La Suprema Corte ha cassato la decisione, chiarendo la distinzione fondamentale tra i due tipi di obbligazione.
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Vizio di extrapetizione: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due fideiussori contro la sentenza d'appello che aveva confermato la loro condanna al pagamento di un debito. La Corte chiarisce che non sussiste il vizio di extrapetizione se il giudice fonda la sua decisione su documenti già presenti agli atti, anche se l'importo finale risulta diverso da quello inizialmente ingiunto, purché rientri nella posizione debitoria complessiva. Il ricorso viene rigettato anche per difetto di autosufficienza in merito alla valutazione delle prove.
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Patto di famiglia: quando un accordo non lo è?
Una complessa controversia nata da un accordo di riorganizzazione aziendale tra familiari giunge in Cassazione. La questione centrale è se tale accordo debba essere qualificato come patto di famiglia, con la conseguente necessità della forma dell'atto pubblico a pena di nullità. La Corte d'Appello aveva escluso tale qualificazione, ritenendo l'accordo valido. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, data la rilevanza e complessità delle questioni giuridiche sollevate, in particolare sulla natura del patto di famiglia e su una garanzia atipica (fideiussio indemnitatis), ha rimesso la trattazione della causa alla pubblica udienza per un esame più approfondito.
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Fideiussione obbligazione futura: autorizzazione è d’obbligo
Un garante per una fideiussione obbligazione futura contesta la richiesta di una banca dopo che questa ha concesso ulteriore credito a un debitore in difficoltà finanziarie. La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai sensi dell'art. 1956 c.c., la banca è obbligata a richiedere e ottenere una specifica autorizzazione dal garante prima di erogare nuovo credito. Una clausola contrattuale che impone al garante di informarsi autonomamente non è sufficiente per eludere tale obbligo. L'unica eccezione si applica quando il garante è anche l'amministratore della società debitrice, non un semplice socio.
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Lettere di patronage: la garanzia dello Stato estero
La Cassazione ha confermato la condanna di due enti pubblici di uno Stato estero a risarcire un'agenzia di credito italiana. Le dichiarazioni rilasciate dagli enti, definite 'lettere di patronage', sono state interpretate non come mere rassicurazioni, ma come vere e proprie garanzie vincolanti per i debiti di una società pubblica locale, obbligando gli enti al pagamento.
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Fideiussione omnibus: validità e limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 18232/2024, interviene sulla validità della fideiussione omnibus. Un padre aveva prestato una garanzia per la società del figlio nel 2001, per poi donargli il suo unico immobile nel 2009. La Corte d'Appello aveva ritenuto la garanzia estinta e inefficace per i debiti futuri. La Cassazione ha ribaltato questa decisione, affermando che la fideiussione omnibus è pienamente valida ed efficace anche per le obbligazioni future, a condizione che sia previsto un importo massimo garantito, come richiesto dalla legge.
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Fideiussione Omnibus: quando la nullità va eccepita
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17073/2024, ha rigettato il ricorso di un garante in un caso di fideiussione omnibus. La Corte ha chiarito che la nullità del contratto per violazione della normativa antitrust (schema ABI) non può essere eccepita per la prima volta in appello se i fatti a suo fondamento non sono stati allegati e provati in primo grado. Inoltre, è stato ribadito che spetta al garante l'onere di provare i presupposti per la liberazione dall'obbligazione ai sensi dell'art. 1956 c.c.
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Imposta di registro decreto ingiuntivo: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16229/2024, si è pronunciata sull'imposta di registro per un decreto ingiuntivo emesso a favore di un istituto di credito contro un debitore principale e i suoi fideiussori. La Corte ha chiarito che non vi è duplicazione d'imposta se vengono tassati separatamente il capitale (soggetto a IVA e quindi a imposta fissa) e gli interessi moratori (esclusi da IVA e soggetti a imposta proporzionale). Ha tuttavia cassato la sentenza di secondo grado per non aver esaminato l'eccezione del contribuente sulla corretta quantificazione di tali interessi.
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