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Art. 191 Codice di Procedura Penale — Sezione Seconda Penale

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170 provvedimenti

Altri anni per Art. 191 Codice di Procedura Penale

Detenzione merce contraffatta: la Cassazione decide
La Cassazione ha confermato il non luogo a procedere per un imputato per detenzione merce contraffatta e ricettazione. La Corte ha stabilito che la finalità di vendita può essere provata da indizi come la grande quantità di merce e ha chiarito che il proscioglimento per tenuità del fatto in udienza predibattimentale non richiede il consenso dell'imputato.
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Riconoscimento vocale: la Cassazione conferma validità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per estorsione. La sentenza conferma che il riconoscimento vocale effettuato in aula da un operatore di polizia è una prova testimoniale pienamente valida, senza la necessità di seguire le procedure formali della ricognizione di voci o di disporre una perizia fonica. La credibilità del teste è l'elemento chiave per la valutazione del giudice.
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Intercettazioni: la Cassazione sul diritto di difesa
La Corte di Cassazione ha esaminato ricorsi relativi a condanne per traffico di stupefacenti ed estorsione, basate in gran parte su intercettazioni. La Corte ha rigettato i ricorsi, chiarendo che l'utilizzo di intercettazioni da altri procedimenti è legittimo anche se i decreti autorizzativi vengono resi noti integralmente solo in appello. Secondo i giudici, il diritto di difesa non è violato se viene garantita la piena conoscenza degli atti in una fase successiva del giudizio e se la difesa non dimostra un concreto interesse processuale leso dalla tardiva discovery. La sentenza ha inoltre confermato che l'estorsione si considera consumata con la sola promessa ottenuta con violenza, senza necessità dell'effettivo conseguimento del profitto.
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Ricorso inammissibile: rapina e doppia conforme
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da cinque imputati, condannati in primo e secondo grado per rapina aggravata in concorso. Il caso riguarda una rapina ai danni di una ditta, pianificata da due ex dipendenti. La Suprema Corte ha rigettato i ricorsi poiché tendevano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, confermando la solidità della cosiddetta "doppia conforme" delle sentenze di merito, basata su prove quali video, intercettazioni e tabulati telefonici.
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Ricorso inammissibile per usura: la Cassazione decide
Un soggetto condannato per usura in primo e secondo grado ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, lamentando vizi procedurali, l'inutilizzabilità di alcune prove e l'errata applicazione della legge. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna. La sentenza chiarisce importanti principi sulla validità delle prove e sui limiti del giudizio di legittimità, ribadendo che la Cassazione non può riesaminare i fatti ma solo verificare la corretta applicazione del diritto.
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Truffa contrattuale: quando e dove si consuma il reato
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di truffa contrattuale, stabilendo che il reato non si consuma con il pagamento, ma con il verificarsi del danno effettivo. Nel caso di specie, due soggetti sono stati condannati per aver venduto una partita di merce, incassato il pagamento su un conto estero e poi aver fatto sparire i beni dal magazzino prima della consegna. I ricorsi, basati sull'incompetenza territoriale del tribunale italiano, sono stati respinti. La Corte ha chiarito che, essendo la merce esistente, il reato si è perfezionato nel luogo in cui è avvenuta la sottrazione dei beni (in Italia), e non dove è stato ricevuto il pagamento. Questa sentenza è cruciale per definire il momento consumativo e la giurisdizione nella truffa contrattuale.
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Riciclaggio di autoveicoli e prova processuale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di autoveicoli. La sentenza convalida l'operato della Corte d'Appello riguardo l'uso delle intercettazioni, la valutazione della prova del dolo e l'utilizzabilità dei tabulati telefonici, rigettando le censure difensive come infondate e basate su una rilettura dei fatti non consentita in sede di legittimità.
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Dichiarazioni persona offesa irreperibile: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma una condanna per estorsione aggravata, dichiarando inammissibili i ricorsi degli imputati. Il caso ruota attorno all'utilizzabilità delle dichiarazioni della persona offesa irreperibile, una cittadina straniera tornata nel suo paese d'origine. La Corte stabilisce che, in assenza di precisi elementi di collegamento per una ricerca all'estero, le dichiarazioni predibattimentali sono utilizzabili se corroborate da altri elementi di prova, come in questo caso.
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Inutilizzabilità prove: Cassazione chiarisce i limiti
La Cassazione Penale conferma una condanna per rapina, rigettando il ricorso basato sulla presunta inutilizzabilità prove, come le dichiarazioni rese senza difensore. La Corte ribadisce che il principio dei 'frutti dell'albero avvelenato' non opera in Italia per l'inutilizzabilità e che il ricorso deve superare la 'prova di resistenza', dimostrando che l'esclusione della prova avrebbe cambiato l'esito del giudizio.
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Riciclaggio dipendente: Cassazione conferma condanna
Un dipendente di una società di servizi finanziari è stato condannato per riciclaggio. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, stabilendo principi chiave sul reato di riciclaggio dipendente. La sentenza conferma che le indagini interne aziendali sono utilizzabili come prove documentali e che l'impiegato che gestisce prodotti di risparmio postale riveste la qualifica di incaricato di pubblico servizio, con conseguente applicazione dell'aggravante specifica.
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