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Art. 191 Codice della Strada

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31 provvedimenti

Responsabilità conducente: investito vicino alle strisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22833/2024, ha confermato la condanna di un autista di autobus per l'omicidio colposo di un pedone. Il caso analizza la responsabilità conducente, chiarendo che essa sussiste anche se il pedone attraversa non esattamente sulle strisce, ma nelle loro vicinanze. La colpa del guidatore viene esclusa solo se la condotta della vittima risulta eccezionale e imprevedibile, e se vi era un'oggettiva impossibilità di avvistamento.
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Prescrizione omicidio colposo: quando si raddoppia
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di primo grado che aveva erroneamente dichiarato estinto per prescrizione un reato di omicidio colposo aggravato. La Corte ha ribadito che, a seguito delle riforme normative, la prescrizione per l'omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla circolazione stradale è raddoppiata, passando a quattordici anni. Di conseguenza, il processo deve proseguire.
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Omicidio stradale in retromarcia: colpa e nesso
La Corte di Cassazione conferma la condanna per omicidio stradale a carico di un automobilista che, effettuando una manovra di retromarcia su una strada ripida, aveva investito e ucciso un'anziana con difficoltà deambulatorie. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile, stabilendo che la condotta del conducente fosse colposa e l'evento prevedibile. La presenza di un pedone, anche durante una manovra di retromarcia, non costituisce un evento eccezionale tale da interrompere il nesso di causalità. Viene inoltre confermata l'impossibilità di accedere alla messa alla prova per questo tipo di reato.
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Sospensione patente motivazione: quando è d’obbligo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1719/2024, ha stabilito che il giudice deve fornire una motivazione adeguata per la durata della sospensione della patente, anche in caso di patteggiamento. Il caso riguardava un conducente condannato per omicidio stradale, al quale era stata applicata la sanzione accessoria della sospensione della patente per due anni. La Corte ha annullato la sentenza su questo punto, ritenendo insufficiente il generico richiamo alla 'condotta dell'imputato'. È necessaria una sospensione patente motivazione basata sui criteri specifici di legge.
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Omicidio stradale: prevedibilità e colpa del conducente
Un automobilista condannato per omicidio stradale ricorre in Cassazione, sostenendo l'imprevedibilità dell'attraversamento del pedone. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, confermando la colpa del conducente per velocità non adeguata alle condizioni di visibilità e per la prevedibilità del pericolo, data la presenza di auto parcheggiate e di una casa funeraria in zona.
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Omicidio stradale: la colpa del pedone non basta
Un camionista, durante una retromarcia con scarsa visibilità, investe e uccide un pedone. Viene condannato per omicidio stradale e fuga. La Cassazione conferma la condanna, sottolineando che il conducente deve prevedere l'imprudenza altrui. Tuttavia, annulla l'applicazione della recidiva, poiché il reato principale è di natura colposa e non può costituirne il presupposto.
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Omicidio stradale: la condotta del pedone è prevedibile
Un automobilista, condannato per omicidio stradale per aver investito una persona anziana sulle strisce pedonali, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'imprevedibilità della condotta della vittima e la scarsa visibilità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la presenza di un pedone su un attraversamento è un evento prevedibile che impone al conducente la massima prudenza, non potendo la scarsa visibilità diventare una scusante ma, al contrario, un motivo per aumentare la cautela.
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Omicidio stradale: responsabilità anche con colpa pedone
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio stradale a un automobilista che aveva investito un pedone. La Corte ha stabilito che la responsabilità del conducente sussiste anche in presenza di un comportamento imprudente del pedone, qualora il guidatore non abbia adottato una condotta di guida adeguata alle condizioni ambientali (scarsa visibilità, strada trafficata) e al proprio stato (tasso alcolemico superiore al consentito), violando così il principio di massima prudenza.
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Violazione di sigilli: reato senza sigilli fisici
Un automobilista viene condannato per violazione di sigilli e sottrazione di cose sequestrate per aver guidato la sua auto sottoposta a sequestro amministrativo. La Cassazione annulla la condanna per la sottrazione (art. 334 c.p.), ritenendola assorbita nell'illecito amministrativo. Conferma però la condanna per violazione di sigilli (art. 349 c.p.), specificando che il reato sussiste anche senza l'apposizione materiale dei sigilli, poiché è sufficiente eludere il vincolo di immodificabilità del bene.
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Precedenza ciclista: chi ha ragione all’incrocio?
Un ciclista multato per non aver rispettato la precedenza si oppone, sostenendo che un'altra sanzione annullata avesse già definito i fatti a suo favore. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la regola della precedenza ciclista impone di fermarsi e dare la precedenza quando ci si immette nel flusso di circolazione da un percorso laterale. La Corte ha inoltre chiarito che il giudice d'appello può riesaminare i fatti relativi alla violazione impugnata, senza essere vincolato da decisioni su altre violazioni non appellate.
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Personalizzazione danno biologico: la sentenza di Firenze
Una donna di 32 anni, investita su strisce pedonali, ottiene un risarcimento che va oltre le tabelle standard. Il Tribunale di Firenze ha applicato la personalizzazione del danno biologico, riconoscendo l'impatto specifico dell'incidente sulla vita relazionale, lavorativa ed estetica della vittima. La sentenza distingue tra danno biologico base, danno morale e le conseguenze 'peculiari' che giustificano un aumento del risarcimento, come il danno estetico e la maggiore fatica nello svolgere il lavoro (cenestesi lavorativa).
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