La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 19672/2025, ha accolto il ricorso di un cittadino straniero a cui era stata negata la protezione complementare a causa di un precedente penale. La Corte ha stabilito che non può esistere un automatismo ostativo: il giudice deve sempre effettuare una valutazione attuale e concreta della pericolosità sociale, bilanciandola con il percorso di integrazione della persona, come il lungo soggiorno in Italia, i legami familiari e la stabilità lavorativa. La decisione del tribunale, basata su un'automatica presunzione di pericolosità, è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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