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Art. 186 l.fall.

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25 provvedimenti

Risoluzione concordato: quando è legittima?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3801/2025, ha confermato la legittimità della risoluzione di un concordato preventivo anche prima della scadenza dei termini previsti dal piano. Nel caso di specie, una società aveva accumulato scostamenti così gravi rispetto alle previsioni del piano omologato da rendere oggettivamente impossibile la soddisfazione dei creditori nella misura promessa. La Suprema Corte ha ritenuto irrilevante la pendenza di un credito non ancora certo e ha sottolineato che la risoluzione concordato si basa sulla perdita della sua funzione, a prescindere da profili di colpa del debitore.
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Concordato preventivo e fallimento: decisione Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce le regole per l'ammissione dei crediti in un fallimento che segue un concordato preventivo. La decisione dipende crucialmente dalla scadenza del termine per la risoluzione del concordato. Se il fallimento è dichiarato dopo tale scadenza, i creditori possono insinuarsi solo per l'importo ridotto dal concordato, poiché l'effetto esdebitatorio è divenuto definitivo. Il caso è stato rinviato al Tribunale per verificare questo specifico presupposto temporale.
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Risoluzione concordato: sì anche con rottamazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società in concordato preventivo contro la richiesta di risoluzione avanzata dall'Agenzia delle Entrate. La richiesta era stata presentata nonostante l'adesione della società alla 'rottamazione quater'. La decisione si fonda su un vizio procedurale: la società non ha contestato una delle autonome 'ratio decidendi' della corte d'appello, ovvero la mancata prova che i debiti 'rottamati' fossero gli stessi del piano di concordato. Questo caso evidenzia l'importanza di impugnare tutte le motivazioni di una sentenza per la riuscita del ricorso.
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Atti di frode: revoca del concordato anche con voto ok
Una società in liquidazione ha visto revocato il suo concordato preventivo a causa di atti di frode, consistenti nella duplicazione di beni immobili nel piano. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la semplice potenzialità decettiva dell'atto giustifica la revoca, indipendentemente dal successivo voto favorevole dei creditori. La sentenza sottolinea che la tutela della legalità e della correttezza della procedura prevale sull'approvazione dei creditori.
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Liquidazione giudiziale: via libera senza giudicato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19607/2025, ha stabilito che l'apertura di una liquidazione giudiziale non deve attendere il passaggio in giudicato della decisione che risolve un precedente concordato preventivo. La Corte ha respinto il ricorso di una società, chiarendo che la provvisoria esecutività del provvedimento di risoluzione è sufficiente per avviare la nuova procedura concorsuale, in linea con i principi del nuovo Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza.
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