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Art. 186 Codice della Strada

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1503 provvedimenti

Incidente stradale guida in ebbrezza: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver causato un sinistro. La Corte ha confermato che la nozione di incidente stradale guida in ebbrezza è ampia e include qualsiasi evento che turbi la circolazione, come il tamponamento di un veicolo fermo per far scendere un passeggero. L'inammissibilità del ricorso, dovuta alla manifesta infondatezza dei motivi, ha precluso la possibilità di dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione.
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Guida in stato di ebbrezza: prova e art. 131-bis
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Confermato che l'esito dell'alcoltest è prova sufficiente e spetta alla difesa dimostrare il malfunzionamento dell'etilometro. Esclusa anche la particolare tenuità del fatto per l'elevata pericolosità della condotta.
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Rifiuto alcol test: ubriachezza non scusa il reato
Un automobilista, dopo aver causato un incidente stradale, si è rifiutato di sottoporsi all'alcol test in ospedale, adducendo uno stato di confusione. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di rifiuto alcol test, stabilendo che lo stato di ubriachezza volontaria e la conseguente confusione non eliminano la responsabilità penale. Inoltre, la Corte ha chiarito che il reato non era prescritto grazie alle sospensioni introdotte dalla Legge Orlando.
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Rifiuto alcoltest: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per rifiuto alcoltest. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi presentati, che si limitavano a riproporre le stesse argomentazioni già respinte in appello, senza una critica specifica alla sentenza impugnata. La Corte ha ribadito che, ai fini del reato di rifiuto, la dinamica dell'incidente stradale è irrilevante.
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Ricorso inammissibile: limiti del giudizio di Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per rifiuto di alcoltest (art. 186, co. 7, CdS). L'ordinanza chiarisce che la Cassazione non può rivalutare i fatti del processo o la congruità della pena se la motivazione della Corte d'Appello è logica e la sanzione non è arbitraria.
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Revoca patente guida stato di ebbrezza: è obbligatoria
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver causato un incidente, ha contestato la sanzione accessoria della revoca della patente. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la revoca patente guida stato di ebbrezza è obbligatoria in questi casi, a prescindere dal bilanciamento con eventuali attenuanti, data la gravità del fatto.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per guida in stato di ebbrezza. La decisione si fonda sulla genericità e manifesta infondatezza dei motivi, i quali non criticavano in modo specifico la sentenza d'appello. Questa ordinanza sottolinea l'importanza di formulare ricorsi precisi e pertinenti, pena la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Revoca patente per guida in ebbrezza: quando è certa
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca patente per guida in ebbrezza a un'automobilista coinvolta in un sinistro con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, ribadendo che la revoca è una sanzione accessoria obbligatoria in questi casi e che le attenuanti generiche possono essere negate in presenza di precedenti specifici.
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Art. 131-bis c.p.: esclusione per disvalore del fatto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza, che richiedeva l'applicazione dell'art. 131-bis c.p. per la particolare tenuità del fatto. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che la causa di non punibilità è stata correttamente esclusa in ragione del significativo disvalore oggettivo della condotta accertata, ritenendo la motivazione della sentenza impugnata logica e coerente.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. I giudici hanno respinto le doglianze sulla genericità dell'imputazione e sulla mancata concessione del lavoro di pubblica utilità, sottolineando come la provocazione di un sinistro stradale sia una circostanza aggravante che preclude l'accesso a sanzioni sostitutive.
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Causa di non punibilità: no se si guida ubriachi
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per guida in stato di ebbrezza, respingendo il ricorso di un automobilista. La Corte ha stabilito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non si applica, data la gravità delle circostanze: guida notturna, tasso alcolemico superato in modo non lieve e uso di un veicolo potente. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile.
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Ricorso inammissibile: quando è troppo generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per guida in stato di ebbrezza. La decisione si fonda sulla totale genericità dei motivi di appello, che non si confrontavano adeguatamente con le motivazioni della sentenza impugnata, ribadendo la necessità di formulare doglianze specifiche a pena di inammissibilità.
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Guida in stato di ebbrezza: la prova con indizi
Un automobilista è stato condannato per guida in stato di ebbrezza sulla base di prove indiziarie. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ritenendo sufficienti elementi come il trovarsi al posto di guida in stato di ubriachezza, anche senza testimoni diretti della guida. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché generico e privo di critiche specifiche alla sentenza impugnata.
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Incidente stradale: quando scatta l’aggravante?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un conducente condannato per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver provocato un incidente stradale. L'aggravante sussiste anche in caso di semplice uscita di strada, senza danni a persone o cose, qualora crei una turbativa alla circolazione. In questo caso, il veicolo (un autocarro) finito su un fianco in una cunetta è stato ritenuto sufficiente a integrare l'incidente stradale.
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Ricorso inammissibile guida in ebbrezza: analisi Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. I motivi, incentrati su generiche contestazioni al funzionamento dell'etilometro, sono stati giudicati manifestamente infondati e privi di una critica specifica alla sentenza d'appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria.
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Avviso difensore etilometro: quando il ricorso è nullo
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. I motivi, basati sulla prescrizione e sulla presunta violazione del diritto di ricevere l'avviso difensore etilometro, sono stati ritenuti infondati. La Corte ha confermato che l'avviso era stato regolarmente dato e rifiutato, come da verbale firmato dall'imputato, e che la prescrizione non era maturata al momento della sentenza d'appello.
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Art. 131-bis cod. pen.: quando è inapplicabile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per essersi rifiutato di sottoporsi all'alcoltest. La difesa sosteneva l'applicabilità dell'art. 131-bis cod. pen. (particolare tenuità del fatto), ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano correttamente escluso tale causa di non punibilità in ragione del disvalore oggettivo della condotta, caratterizzata da guida pericolosa e comportamento non collaborativo al momento del controllo.
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Rifiuto accertamenti droga: quando si commette reato?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un automobilista per il reato di rifiuto di sottoporsi agli accertamenti per la verifica dello stato di alterazione psicofisica. La Corte ha stabilito che il 'rifiuto accertamenti droga' è un reato istantaneo che si perfeziona con la prima manifestazione di volontà negativa del conducente. Pertanto, il successivo ripensamento e la disponibilità a sottoporsi al test, avvenuta dopo aver consultato il proprio avvocato, non sono sufficienti a escludere la configurabilità del reato. La sentenza ha inoltre confermato la legittimità della negazione delle attenuanti generiche, poiché la sola incensuratezza non basta in presenza di elementi negativi come la gravità del fatto e un contegno non collaborativo.
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Messa alla prova: no se c’è un rischio di recidiva
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza, si è visto negare la messa alla prova a causa di un precedente specifico e della gravità della sua condotta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La sentenza sottolinea che una prognosi negativa sulla futura condotta dell'imputato, basata su elementi concreti, è sufficiente a giustificare il diniego del beneficio, rendendo superflua la valutazione del programma di trattamento.
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Ricorso inammissibile e onere di critica specifica
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per guida in stato di ebbrezza. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di appello, che non hanno mosso una critica specifica e argomentata contro le motivazioni della sentenza impugnata, in particolare riguardo al diniego delle attenuanti generiche e della sostituzione della pena, basati sui precedenti penali dell'imputato.
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