Il conducente di un veicolo, condannato per guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico di 2,54 g/l per aver provocato un incidente stradale, ha proposto ricorso in Cassazione. L'imputato contestava il nesso di causalità tra lo stato di alterazione e il sinistro, sostenendo che l'auto colpita fosse parcheggiata in modo irregolare, e lamentava il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno evidenziato che un testimone oculare ha visto il conducente procedere contromano e sbandare prima dell'impatto. Inoltre, la richiesta di attenuanti generiche era priva di motivazioni specifiche. Di conseguenza, la condanna a un anno di arresto, cinquemila euro di ammenda, revoca della patente e fermo del veicolo è stata confermata.
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