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Art. 184 Legge Fallimentare

12 provvedimenti

Casa con Ipoteca: Esecuzione Specifica vince sul Concordato
Una società venditrice, dopo aver firmato un contratto preliminare e incassato gran parte del prezzo, non riesce a cancellare un'ipoteca sull'immobile a causa di difficoltà economiche, entrando poi in concordato preventivo. Gli acquirenti agiscono in giudizio e la Cassazione conferma il loro diritto a ottenere una sentenza di trasferimento della proprietà. La Corte stabilisce un principio fondamentale: l'azione di esecuzione specifica dell'obbligo di concludere un contratto (art. 2932 c.c.) prevale. Il giudice può ordinare non solo il trasferimento del bene, ma anche la cancellazione dell'ipoteca a carico del venditore, poiché tale ordine è una modalità essenziale per rispettare l'equilibrio del contratto originario, anche durante un concordato preventivo.
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Concordato: la rettifica detrazione IVA resta un obbligo per l’azienda
Un'azienda in concordato preventivo si è vista negare un rimborso IVA perché non aveva registrato le note di variazione dei suoi fornitori, pagati solo in parte. L'azienda sosteneva che l'accordo con i creditori rendesse la correzione non necessaria. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che la rettifica detrazione IVA è un obbligo inderogabile. Se un fornitore non viene pagato interamente, emette una nota di variazione per recuperare l'IVA versata. Di conseguenza, l'azienda cliente deve ridurre in modo speculare la propria detrazione. Questo meccanismo, basato sul principio di neutralità dell'IVA, garantisce l'equilibrio del sistema e non è influenzato dall'esito del concordato.
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Falcidia Concordataria e Fallimento: Credito Pieno o Ridotto?
Una società creditrice ha tentato di insinuare il proprio credito per intero nel fallimento di un'azienda debitrice. Quest'ultima, però, aveva in precedenza ottenuto l'approvazione di un concordato preventivo. La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale: se il fallimento viene dichiarato dopo la scadenza del termine per chiedere la risoluzione del concordato, la falcidia concordataria diventa definitiva. Di conseguenza, il creditore non può più pretendere l'intera somma, ma solo la quota ridotta stabilita nel piano di concordato. Il ricorso della società creditrice è stato quindi respinto, consolidando l'effetto di riduzione del debito.
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Concordato e Responsabilità Socio Unico: Azienda salva, socio no
Una banca ha chiesto il pagamento di un credito a una società controllante, basandosi sulla sua passata qualifica di socio unico della società debitrice. Quest'ultima, insieme al suo gruppo, aveva concluso un concordato nell'ambito di un'amministrazione straordinaria. La società controllante sosteneva che l'effetto liberatorio del concordato si estendesse anche a lei. La Cassazione ha respinto questa tesi, stabilendo che la responsabilità socio unico è una forma di garanzia imposta dalla legge ('fideiussione ex lege'), di natura occasionale e diversa da quella strutturale di altri soci. Pertanto, il socio unico non beneficia dell'effetto esdebitatorio del concordato e resta obbligato a pagare i debiti sorti durante il periodo di unipersonalità.
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Amministrazione straordinaria: inefficacia pagamenti
Una società in amministrazione straordinaria aveva effettuato pagamenti all'Agenzia delle Entrate dopo l'emissione del decreto di ammissione alla procedura ma prima della sua iscrizione nel registro delle imprese. La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di tali pagamenti. Ha stabilito che, nella specifica disciplina della Legge Marzano, lo spossessamento del debitore e l'inefficacia degli atti sono immediati e decorrono dalla data del decreto ministeriale, non dalla sua successiva pubblicità.
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Compensazione impropria bancaria: ok in concordato
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità della compensazione impropria bancaria anche dopo l'apertura di un concordato preventivo. Una banca può trattenere le somme incassate per conto del cliente dopo l'avvio della procedura per compensare un proprio credito anteriore, a condizione che tale facoltà sia prevista da uno specifico patto contrattuale. La Corte ha chiarito che non si tratta di una compensazione tradizionale, soggetta al principio della cristallizzazione dei crediti, ma di un'operazione contabile interna a un unico rapporto negoziale complesso.
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Cartella pagamento concordato: è legittima?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34450/2025, ha stabilito che una cartella di pagamento notificata a un'impresa dopo la domanda di ammissione al concordato preventivo è legittima. Gli interessi moratori e gli aggi di riscossione maturati durante la procedura non sono illegittimi, ma semplicemente inopponibili alla procedura stessa. Questo significa che, pur non potendo essere riscossi nell'immediato, possono essere pretesi in caso di fallimento del concordato. Le sanzioni per violazioni anteriori alla procedura sono dovute per intero.
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Iscrizione a ruolo straordinario: legittima in concordato
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'Amministrazione Finanziaria può legittimamente procedere con l'iscrizione a ruolo straordinario e notificare la relativa cartella di pagamento anche a una società ammessa alla procedura di concordato preventivo. La Corte ha chiarito che tale procedura non elimina di per sé il pericolo per la riscossione del credito tributario. La cartella, in questo contesto, non è un atto esecutivo (vietato dalla legge fallimentare), ma il titolo necessario per l'ente creditore per insinuarsi al passivo della procedura concorsuale e tutelare le proprie ragioni.
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Credito prededucibile: quando non è ammesso
La Corte di Cassazione ha negato il riconoscimento di un credito prededucibile a un professionista per l'assistenza in una procedura di concordato preventivo. La Corte ha stabilito che la rinuncia alla domanda di concordato da parte della società, prima del decreto di ammissione, interrompe il nesso di funzionalità necessario, rendendo il credito non prededucibile nel successivo fallimento.
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Fallimento dopo concordato: il credito resta ridotto?
Una società fornitrice di energia si è vista ridurre il proprio credito al 15% nel fallimento di un'azienda, poiché quest'ultimo è stato dichiarato anni dopo la scadenza dei termini per la risoluzione di un precedente concordato preventivo. La Corte di Cassazione ha confermato che, in caso di fallimento dopo concordato, se i termini per la risoluzione del concordato stesso sono scaduti, l'effetto di riduzione del debito diventa definitivo e il creditore non può più pretendere l'importo originario.
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Contratto preliminare e ipoteca: la decisione in P.U.
Una società venditrice, dopo aver stipulato un contratto preliminare, non addiveniva alla stipula del definitivo a causa di un'ipoteca gravante sull'immobile e veniva ammessa a concordato preventivo. I promissari acquirenti agivano in giudizio ex art. 2932 c.c. ottenendo nei primi due gradi di giudizio il trasferimento del bene e l'ordine di cancellazione dell'ipoteca. La Cassazione, investita della questione, data la complessità dei principi di diritto coinvolti nel rapporto tra esecuzione specifica e procedura concorsuale, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rimettendo la decisione a una pubblica udienza.
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Prescrizione concordato preventivo: la Cassazione chiarisce
Una società in liquidazione e in concordato preventivo ha agito in giudizio per far dichiarare la prescrizione dei crediti vantati nei suoi confronti. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la richiesta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo un importante principio sulla prescrizione nel concordato preventivo. La Corte ha chiarito che, dopo l'omologazione del concordato, si verifica una sospensione della prescrizione per tutti i crediti anteriori. Questo perché l'omologazione rende i crediti temporaneamente inesigibili, in attesa che vengano rispettate le modalità e i tempi di pagamento previsti dal piano. Tale inesigibilità costituisce un impedimento giuridico all'esercizio del diritto che, ai sensi dell'art. 2935 c.c., sospende il decorso del termine di prescrizione fino alla scadenza dei termini di pagamento fissati nel piano concordatario.
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