Il Tribunale di Vercelli condannava un cittadino per il reato di gestione illecita di rifiuti, avendo egli accumulato alla rinfusa oggetti rovinati e fuori uso nel cortile di casa. Il cittadino si difendeva sostenendo che i beni avessero valore commerciale per mercatini dell'usato. La Cassazione ha confermato la natura di rifiuti degli oggetti, precisando che il valore economico residuo non esclude tale qualifica. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto il ricorso limitatamente al calcolo della pena. Il giudice di merito aveva ridotto la sanzione di un terzo anziché della metà, errore commesso applicando le regole del rito abbreviato per le contravvenzioni. La Cassazione ha rideterminato direttamente la pena, riducendo l'ammenda da euro 2.400,00 a euro 1.800,00.
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