La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2875/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di misure di sicurezza. Anche in caso di condanna per reati gravissimi come l'associazione di tipo mafioso, l'applicazione della libertà vigilata non è automatica. Il giudice deve sempre effettuare una valutazione concreta e attuale della pericolosità sociale del condannato, basandosi sugli elementi dell'art. 133 cod. pen. La Corte ha annullato la decisione del giudice di merito che aveva applicato la misura in modo automatico, ritenendo la pericolosità sociale presunta dalla legge, e ha rinviato il caso per un nuovo esame.
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