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Art. 183 Codice di Procedura Civile — Anno 2023

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259 provvedimenti

Altri anni per Art. 183 Codice di Procedura Civile

Opposizione atti esecutivi: la fase sommaria è d’obbligo
Un'amministrazione comunale proponeva ricorso per cassazione avverso una sentenza che dichiarava inammissibile la sua opposizione atti esecutivi. La Suprema Corte ha confermato l'inammissibilità, ribadendo che tale opposizione deve obbligatoriamente iniziare con una fase sommaria dinanzi al giudice dell'esecuzione. L'aver introdotto il giudizio direttamente come una causa di merito ordinaria costituisce un vizio insanabile che porta alla cassazione senza rinvio della sentenza.
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Aggiornamento ISTAT: richiesta anche per fatti concludenti
Un conduttore si opponeva al pagamento di canoni di locazione e di una penale, contestando la validità della richiesta di aggiornamento ISTAT. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la richiesta di aggiornamento ISTAT non necessita di una forma specifica e può essere validamente formulata anche per 'facta concludentia', come desunto dal pagamento costante del canone maggiorato da parte del conduttore stesso.
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Clausola penale appalto: quando è modifica della domanda
La Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta di pagamento di una clausola penale appalto, avanzata nel corso di una causa già avviata per il risarcimento dei danni da inadempimento, non costituisce una domanda nuova (mutatio libelli) ma una semplice modifica della domanda originaria (emendatio libelli). Il caso riguardava un condominio che, dopo aver citato in giudizio un'impresa edile per la mancata ultimazione dei lavori, aveva successivamente specificato la propria richiesta includendo la penale per il ritardo. La Suprema Corte ha confermato la condanna dell'impresa, chiarendo che entrambe le richieste derivano dalla stessa violazione contrattuale e non alterano l'oggetto del processo.
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Consegna bene legato: obblighi erede e calcolo frutti
In una complessa vicenda successoria, la Corte di Cassazione ha stabilito principi fondamentali sulla consegna bene legato. La sentenza chiarisce che l'azione per ottenere il bene va intentata solo contro l'erede che ne ha la materiale disponibilità. Inoltre, ha censurato la liquidazione forfettaria del danno da mancato godimento, imponendo un calcolo analitico dei frutti civili, rivalutati e maggiorati degli interessi legali. Infine, ha operato una distinzione cruciale per il debito maturato: esso si divide tra i coeredi per il periodo anteriore al decesso del loro dante causa, mentre diventa un'obbligazione solidale per il periodo successivo.
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Usucapione servitù di passaggio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30772/2023, ha cassato la decisione di merito che riconosceva una servitù di passaggio acquisita per usucapione. Secondo la Corte, per l'usucapione servitù di passaggio non è sufficiente la mera esistenza di un sentiero, ma è necessaria la prova di opere visibili e permanenti inequivocabilmente destinate all'esercizio della servitù. La Corte d'Appello non aveva indagato su questo 'quid pluris', limitandosi a constatare la presenza di un tracciato, e dovrà quindi riesaminare il caso.
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Onere di allegazione nei conti correnti: la Cassazione
Una società ha citato in giudizio il proprio istituto di credito per addebiti indebiti su un conto corrente. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, ritenendo non soddisfatto l'onere di allegazione poiché la società non aveva elencato ogni singola voce contestata. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che per l'onere di allegazione è sufficiente indicare le cause dell'illegittimità (es. anatocismo, commissioni non pattuite), senza la necessità di dettagliare ogni specifica transazione. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Consulenza tecnica d’ufficio: i poteri del CTU
La Corte di Cassazione si pronuncia sui limiti dei poteri del perito nell'ambito di una consulenza tecnica d'ufficio in una causa tra due investitrici e un istituto di credito. Il caso verteva su presunte perdite derivanti da investimenti finanziari. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso delle investitrici, confermando la decisione d'appello che aveva respinto le loro domande risarcitorie per mancata prova del danno. La sentenza chiarisce che il CTU può acquisire documentazione tecnica di dettaglio, come gli estratti conto, per approfondire un rapporto già provato, senza violare le preclusioni istruttorie, consolidando i principi sulla consulenza tecnica d'ufficio.
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Regolamento di competenza: quando è inammissibile
In una controversia sulla gestione di un catamarano, una parte ha proposto regolamento di competenza sostenendo la giurisdizione del tribunale delle imprese. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che tale strumento è esperibile solo contro una decisione sulla competenza che sia inequivocabilmente definitiva, e non contro un'ordinanza interlocutoria che, pur affermando la competenza, dispone la prosecuzione del giudizio.
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Responsabilità appaltatore: diligenza e vizi opera
Una società di costruzioni è stata condannata a risarcire i danni per vizi in un'opera di ristrutturazione, nonostante vantasse un credito per i lavori. La Cassazione ha confermato la responsabilità dell'appaltatore, sottolineando il suo dovere di segnalare le carenze del progetto al committente, anche se sta seguendo le sue istruzioni. La Corte ha inoltre validato la condanna al risarcimento, ritenendola autonoma rispetto alla risoluzione del contratto.
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Negatoria servitutis: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante una controversia su un diritto di passaggio e il posizionamento di contatori. L'azione, qualificata come negatoria servitutis, era già stata decisa in modo conforme nei primi due gradi di giudizio. La Suprema Corte ha ribadito che il ricorso non può trasformarsi in un terzo grado di merito per una nuova valutazione delle prove, soprattutto in presenza di una "doppia conforme", condannando i ricorrenti anche al pagamento di una somma ulteriore per lite temeraria.
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Obblighi di protezione: quando la banca è responsabile
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di ingente depauperamento del patrimonio di un'anziana correntista, operato da un suo delegato. La Corte ha confermato la responsabilità della banca per la violazione degli obblighi di protezione, non avendo segnalato alla cliente una serie di operazioni palesemente anomale. L'istituto di credito, pur a conoscenza delle anomalie, non ha informato la correntista, venendo meno al dovere di diligenza dell'"accorto banchiere". Il ricorso della banca è stato rigettato, mentre è stato accolto quello dei professionisti coinvolti per un difetto di motivazione della sentenza d'appello riguardo la natura del loro incarico.
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Interessi usurari: quando la nullità non è rilevabile
Un imprenditore ha citato in giudizio un istituto di credito per l'applicazione di interessi usurari e altre pratiche illecite su un conto corrente. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha respinto il ricorso. La questione centrale degli interessi usurari non è stata esaminata nel merito perché sollevata tardivamente, basandosi su prove (una consulenza di parte) introdotte solo in appello. La Corte ha ribadito che la rilevabilità d'ufficio della nullità per usura presuppone che i fatti a sostegno siano già stati ritualmente acquisiti agli atti del processo di primo grado.
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Prova usucapione: coltivare non basta per possedere
Un cittadino ha agito in giudizio per vedersi riconosciuta la proprietà di un terreno per usucapione, sostenendo di averlo coltivato per decenni. La sua domanda è stata respinta sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, rigettando il ricorso. Il punto centrale della decisione è che, ai fini della prova usucapione, la mera coltivazione del fondo non è un elemento sufficiente. Tale attività, infatti, non dimostra in modo inequivocabile l'intenzione di comportarsi come proprietario (il cosiddetto animus possidendi), potendo essere compatibile con un semplice rapporto di detenzione. La Corte ha ribadito che la valutazione delle prove è di competenza esclusiva dei giudici di merito e non può essere oggetto di una nuova analisi in sede di legittimità.
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Distanze tra costruzioni: Cassazione su nuove opere
Una controversia tra vicini per una sopraelevazione porta la Cassazione a ribadire principi fondamentali in materia di distanze tra costruzioni. L'ordinanza chiarisce che ogni intervento che aumenta la volumetria di un edificio è da considerarsi 'nuova costruzione' e deve rispettare le normative vigenti sulle distanze. La Corte ha inoltre confermato che la violazione di tali norme comporta non solo l'obbligo di ripristino ma anche un risarcimento del danno, considerato esistente 'in re ipsa', senza necessità di prova specifica.
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Incompetenza territoriale: il termine nel rito sommario
Un professionista ha citato in giudizio un condominio per il pagamento dei suoi compensi. Il Tribunale adito ha dichiarato la propria incompetenza territoriale in favore del tribunale del luogo di residenza del condominio (foro del consumatore). Il professionista ha impugnato la decisione, sostenendo che l'incompetenza fosse stata rilevata tardivamente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, specificando che un'udienza di mero rinvio per ragioni organizzative non costituisce la "prima udienza" utile a far scattare la preclusione per il rilievo d'ufficio dell'incompetenza territoriale.
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Trasferimento ramo d’azienda: quando è legittimo?
Un gruppo di dipendenti ha contestato la cessione del loro contratto di lavoro da una società di telecomunicazioni a una di servizi tecnologici, considerandola un illegittimo trasferimento ramo d'azienda. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. La Corte ha ribadito che la valutazione dell'autonomia funzionale e della preesistenza del ramo ceduto è un accertamento di fatto riservato ai giudici dei gradi inferiori, non riesaminabile in sede di legittimità se non per vizi specifici. La decisione è stata ritenuta ben motivata e coerente con la normativa vigente.
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Termini processuali: la nullità va eccepita subito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30011/2023, ha stabilito che la mancata concessione dei termini processuali ex art. 183 c.p.c. costituisce una nullità sanabile. Pertanto, deve essere eccepita dalla parte interessata nella sua prima difesa utile. In caso contrario, il vizio si sana e non può essere fatto valere successivamente. Il caso riguardava un'opposizione a decreto ingiuntivo per debiti bancari, ritenuta dilatoria e sanzionata per lite temeraria. La Corte ha sottolineato che il mancato rispetto dei termini processuali non può essere usato come strategia per ritardare il giudizio.
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Impugnazione estratto conto fideiussore: limiti
La Cassazione ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto conto da parte del fideiussore è preclusa se il debitore principale non ha contestato le annotazioni nei termini. In un caso di fideiussione per un debito societario, i garanti non hanno potuto sollevare eccezioni tardive o relative a poste non contestate dalla società, confermando così la decisione dei giudici di merito.
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Opponibilità della nullità: la Cassazione decide
Una banca creditrice agisce per far dichiarare la simulazione di una compravendita immobiliare tra i suoi debitori e i loro figli, che a loro volta avevano trasferito una quota ai cugini. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso incidentale della creditrice, stabilisce il principio di opponibilità della nullità dell'atto originario anche agli ultimi acquirenti. La Corte chiarisce che, essendo stati convenuti fin dal primo grado nel giudizio di simulazione, essi non possono essere considerati 'terzi' ai quali la nullità non è opponibile, ma parti sostanziali del processo, con la conseguenza che la declaratoria di nullità produce effetti diretti anche nei loro confronti.
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Domanda nuova nel giudizio di rinvio: il limite
In una complessa vicenda ereditaria, un erede aveva inizialmente chiesto l'esecuzione specifica di un contratto preliminare. Dopo una prima sentenza della Cassazione, nel successivo giudizio di rinvio, ha modificato la sua richiesta in una domanda di accertamento di un trasferimento di proprietà già avvenuto, producendo un nuovo documento. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile tale modifica, qualificandola come una 'domanda nuova nel giudizio di rinvio', poiché questa fase processuale ha un carattere 'chiuso' e non consente di introdurre nuove questioni o richieste che alterino il tema del contendere già definito.
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