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art. 181 Dlgs. 42/04

6 provvedimenti

Autorizzazione paesaggistica: quando è obbligatoria?
La Corte di Cassazione ha analizzato la legittimità di una struttura composta da pilastri e travi realizzata su un terrazzo in zona vincolata senza la necessaria autorizzazione paesaggistica. Nonostante l'assoluzione in appello basata sulla presunta amovibilità dell'opera, la Suprema Corte ha chiarito che strutture pesanti e stabili, anche se non infisse al suolo, richiedono il titolo abilitativo. La parola_chiave è centrale poiché l'esenzione prevista dal DPR 31/2017 si applica solo a interventi di minimo impatto. Tuttavia, a causa del tempo trascorso dai fatti, la Corte ha dovuto dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione.
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Lottizzazione abusiva e parchi giochi: le regole
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per i reati di lottizzazione abusiva e violazione del vincolo paesaggistico nei confronti di un privato che aveva realizzato un parco giochi stabile su un terreno agricolo vincolato. La difesa sosteneva l'applicabilità della normativa speciale sugli spettacoli viaggianti, ma i giudici hanno stabilito che tale disciplina non deroga agli obblighi urbanistici e paesaggistici generali. Le opere, essendo permanenti e impattanti su un'area di circa 1000 mq, richiedevano i necessari titoli abilitativi, rendendo irrilevante l'invocata precarietà delle strutture.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo e proporzionato
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla legittimità di un sequestro preventivo per abusi edilizi, impugnato dalla proprietaria di un immobile. Il ricorso, basato sulla mancata notifica del provvedimento e sulla sua presunta sproporzionalità, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha stabilito che la mancata notifica non invalida il sequestro, ma sposta solo i termini per l'impugnazione. Inoltre, ha confermato che la misura è proporzionata alla gravità delle violazioni edilizie e paesaggistiche, escludendo la buona fede della ricorrente.
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Sequestro preventivo terzo: ricorso inammissibile
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'acquirente di un immobile oggetto di sequestro preventivo per abusi edilizi. La Corte ha respinto tutte le doglianze, da quelle procedurali sulla mancata notifica a quelle di merito sulla motivazione del provvedimento, stabilendo principi chiari sui limiti dell'impugnazione in caso di sequestro preventivo terzo e sull'onere di diligenza dell'acquirente.
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Sequestro preventivo terzo: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un acquirente contro un sequestro preventivo terzo su un immobile con abusi edilizi. La sentenza chiarisce che la mancata notifica al terzo non invalida il sequestro, ma sposta solo i termini per l'impugnazione. Inoltre, la buona fede dell'acquirente è irrilevante ai fini della misura cautelare, il cui scopo è impedire la prosecuzione del reato.
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Procura speciale terzo interessato: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 35219/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un terzo interessato avverso un sequestro preventivo. Il motivo risiede nella mancanza di una procura speciale terzo interessato conferita al difensore. La Corte ha ribadito che, a differenza dell'imputato, il terzo con interessi civilistici deve munire il proprio legale di un mandato specifico per l'impugnazione, e tale vizio non è sanabile.
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