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Art. 180 legge fall.

5 provvedimenti

Concordato Preventivo: Atti di Frode e Omissioni Costano l’Omologazione
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego di omologazione di un concordato preventivo in continuità aziendale per una società industriale. Il diniego è avvenuto a causa di "atti di frode" e di un'attestazione professionale inadeguata. La società aveva omesso di fornire informazioni cruciali, influenzando potenzialmente il voto dei creditori. La Suprema Corte ha chiarito che gli "atti di frode" includono anche le omissioni di fatti materiali, capaci di ingannare i creditori, anche senza un concreto pregiudizio dimostrato. La decisione ha ribadito l'importanza della trasparenza e della completezza delle informazioni nel processo di concordato preventivo.
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Giudice del rinvio: i limiti dopo la Cassazione
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 33346/2023, ha stabilito i precisi limiti dei poteri del giudice del rinvio. Nel caso di specie, una Corte d'Appello, a cui era stata rimessa una causa solo per decidere sull'obbligo di un accantonamento finanziario, aveva erroneamente riesaminato la fattibilità dell'intero piano di concordato, rigettandolo. La Cassazione ha annullato questa decisione, affermando che il giudice del rinvio è vincolato dal principio di diritto e non può rimettere in discussione aspetti della causa già coperti da una decisione definitiva della stessa Corte Suprema.
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Conflitto di interessi nel concordato: creditore-debitore
La Corte di Cassazione esamina un caso di concordato preventivo in cui un creditore, che è anche il principale debitore della società proponente, ha votato contro il piano. L'ordinanza interlocutoria analizza il potenziale conflitto di interessi, poiché l'esito negativo del concordato e il conseguente fallimento avrebbero liberato il creditore dal suo debito. La Corte ha ritenuto la questione di tale rilevanza da rinviare la causa a una pubblica udienza per una decisione nomofilattica.
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Concordato preventivo e fallimento: cosa succede?
Una società alimentare, dopo la revoca dell'omologazione del suo concordato preventivo, ricorre in Cassazione. Tuttavia, nelle more del giudizio, viene dichiarata fallita con sentenza definitiva. La Suprema Corte dichiara l'improcedibilità del ricorso, affermando che il rapporto tra concordato preventivo e fallimento è di assorbimento: la successiva dichiarazione di fallimento assorbe l'intera controversia sulla crisi d'impresa, rendendo impossibile proseguire il giudizio separato sul concordato.
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Lodo non definitivo: quando è impugnabile in appello?
Una società cooperativa ha impugnato un lodo non definitivo che rigettava le sue eccezioni preliminari in una causa contro ex soci. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che un lodo non definitivo è immediatamente impugnabile solo se decide parzialmente nel merito, e non se si limita a risolvere questioni procedurali, rinviando la causa per l'istruttoria.
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