LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 18 d.P.R. n. 633 del 1972

10 provvedimenti

Reverse charge operazioni inesistenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che in caso di operazioni oggettivamente inesistenti l'onere della prova grava sul contribuente. L'ordinanza chiarisce l'applicazione del principio di cartolarità e la responsabilità IVA nel meccanismo del reverse charge, anche in assenza di indicazione numerica dell'imposta in fattura, se l'operazione è fraudolenta.
Continua »
Occultamento scritture contabili: la Cassazione decide
Un imprenditore è stato condannato per vari reati fiscali, tra cui l'occultamento delle scritture contabili e l'indebita compensazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, confermando che l'onere di provare l'avvenuta distruzione dei documenti, in opposizione al semplice occultamento, ricade sull'imputato. La sentenza chiarisce anche i criteri per la ricostruzione del reddito in caso di omessa dichiarazione.
Continua »
Prova cessioni intracomunitarie: la Cassazione decide
Una società del settore automobilistico si è vista negare la detrazione IVA per vendite a clienti UE, non avendo fornito adeguata prova delle cessioni intracomunitarie. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che nelle vendite "franco fabbrica" spetta sempre al venditore dimostrare l'effettiva uscita dei beni dal territorio nazionale. Secondo la Corte, il solo impegno contrattuale dell'acquirente o la radiazione dal PRA non sono prove sufficienti, essendo necessaria una documentazione che attesti l'avvenuto trasporto.
Continua »
Onere della prova e operazioni inesistenti: la guida
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30427/2025, interviene su un caso di presunte operazioni inesistenti, chiarendo l'onere della prova a carico del contribuente. L'Agenzia Fiscale aveva contestato la deducibilità di costi e la detrazione dell'IVA per fatture ritenute fittizie. La Corte ha stabilito che la sola prova del pagamento non è sufficiente a dimostrare la realtà dell'operazione, poiché è una prassi comune utilizzata proprio per mascherare transazioni fittizie. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione basata su questo principio.
Continua »
Operazioni inesistenti: il pagamento non basta a provare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30429/2025, ha stabilito che la semplice prova del pagamento non è sufficiente a dimostrare l'effettività di operazioni commerciali contestate come inesistenti dall'Amministrazione Finanziaria. Il caso riguardava un imprenditore a cui erano stati disconosciuti costi e detrazioni IVA. La Corte ha chiarito che, in un contesto di presunte operazioni fittizie, il pagamento può essere parte della messa in scena e non prova la realtà dello scambio. Ha inoltre ribadito l'autonomia del giudizio tributario rispetto a quello penale. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione parziale.
Continua »
Rimborso IVA splafonamento: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5778/2024, ha stabilito che un'azienda, qualificata come esportatore abituale, ha diritto al rimborso dell'IVA versata a seguito di un accertamento per superamento del plafond (splafonamento). Una volta che l'imposta, le sanzioni e gli interessi sono stati pagati, negare il recupero dell'IVA costituirebbe una sanzione impropria e violerebbe il principio fondamentale di neutralità dell'imposta, che mira a tassare solo il consumo finale e non le imprese. La Corte ha chiarito che il pagamento sana l'irregolarità e ripristina il diritto del contribuente a detrarre o chiedere a rimborso l'IVA.
Continua »
Accertamento induttivo: onere della prova del Fisco
Una società impugnava un avviso di accertamento induttivo per IVA, emesso a seguito dell'omessa presentazione della dichiarazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che in tali casi l'onere della prova si inverte, spettando al contribuente dimostrare l'infondatezza della pretesa fiscale con prove concrete, e non con mere asserzioni generiche.
Continua »
Soccombenza e spese legali: quando si perde la causa
Un avvocato ha citato in giudizio i suoi ex clienti per ottenere il pagamento di una parcella. I tribunali hanno stabilito che la parcella concordata era già stata pagata e che all'avvocato spettavano solo gli oneri accessori (tasse e contributi). La Corte di Cassazione ha confermato che, avendo perso sulla richiesta principale, l'avvocato è da considerarsi la parte soccombente e deve quindi sostenere tutte le spese legali del giudizio, applicando il principio della soccombenza.
Continua »
Rinvio pregiudiziale: inammissibile se la questione è nota
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un rinvio pregiudiziale sollevato da una corte tributaria. La questione, relativa all'onere della prova nel rimborso di un'imposta regionale sui carburanti, era già stata decisa da sentenze precedenti. La Corte ha stabilito che, in mancanza di novità e necessità, lo strumento del rinvio pregiudiziale non può essere utilizzato, restituendo gli atti al giudice di merito.
Continua »
Detrazione IVA preliminare: no al terzo nominato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un importante principio in materia di detrazione IVA preliminare. Il caso riguarda un socio che, agendo come privato, ha stipulato contratti preliminari per l'acquisto di immobili, versando cospicui acconti. Successivamente, ha conferito tali contratti alla propria società, la quale ha poi concluso i contratti definitivi e detratto l'IVA. La Corte ha chiarito che il diritto alla detrazione sorge nel momento in cui l'imposta diventa esigibile, ovvero al pagamento degli acconti. Poiché il socio non era un soggetto passivo IVA, non ha mai maturato tale diritto, che di conseguenza non poteva essere trasferito alla società. Pertanto, la detrazione operata dalla società è stata ritenuta illegittima.
Continua »