LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 18 Codice Civile

Pagina 2 di 2

29 provvedimenti

Sostituzione dirigente medico: niente stipendio sup.
Un dirigente medico ha svolto per 12 anni mansioni superiori in sostituzione, chiedendo le relative differenze retributive. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che per la dirigenza medica non si applica la regola generale sulle mansioni superiori (art. 2103 c.c.). L'unica compensazione prevista è l'indennità di sostituzione, indipendentemente dalla durata dell'incarico. La decisione si fonda sulla specificità del ruolo dirigenziale sanitario, che prevede incarichi a termine e non una progressione di carriera basata sulle mansioni.
Continua »
Mutamento mansioni: quando è legittimo? Il caso
Un autista-soccorritore accetta un corso per operatore socio-sanitario per evitare il licenziamento a causa di esuberi. Successivamente contesta il mutamento mansioni come dequalificazione. La Cassazione rigetta il ricorso, confermando che l'assegnazione a nuove mansioni era legittima, poiché basata sul consenso del lavoratore e finalizzata a salvaguardare il posto di lavoro, senza che si configurasse un distacco o demansionamento illegittimo.
Continua »
Indennità occupazione abusiva: quando si applica?
Una società che gestiva un teatro su suolo pubblico si è opposta al pagamento di una ingente indennità di occupazione abusiva richiesta dal Comune dopo la scadenza delle concessioni. La società sosteneva di dover pagare un canone inferiore, basato sulla tariffa per le occupazioni permanenti, e vantava un credito da porre in compensazione. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta di compensazione per mancanza di prove, ma ha parzialmente accolto la domanda sulla tariffa. Ha stabilito che, pur essendo l'occupazione abusiva, l'indennità deve essere calcolata usando la tariffa permanente, più vantaggiosa, data la natura stabile e duratura della struttura installata.
Continua »
Responsabilità amministratori associazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione interviene sulla responsabilità degli amministratori di un'associazione non riconosciuta. Gli eredi del presidente defunto, citati per mala gestio, avevano chiamato in causa gli altri consiglieri. La Corte ha stabilito che la chiamata in garanzia era ammissibile e che la sospensione della prescrizione si applica anche a tali enti, annullando la decisione precedente per difetto di motivazione sulla quantificazione del danno. Il caso riguarda la distrazione di un fondo mutualistico per investimenti immobiliari.
Continua »
Sequestro conservativo amministratori: quando scatta
Il Tribunale di Venezia ha concesso un sequestro conservativo sui beni personali di ex amministratori di una società in liquidazione giudiziale. La decisione si fonda sull'azione di responsabilità promossa dal curatore per gravi atti di mala gestio, tra cui pagamenti preferenziali a sé stessi e a società collegate, in violazione della par condicio creditorum, e la stipula di contratti di locazione a canoni sproporzionati. Il provvedimento conferma che, in caso di crisi aziendale conclamata, la condotta gestoria grave può giustificare il sequestro per il timore che gli amministratori disperdano il proprio patrimonio a danno dei creditori.
Continua »
Revoca incarico dirigenziale: non è demansionamento
Un dirigente amministrativo di un'azienda sanitaria, a cui era stato conferito un incarico dirigenziale in via temporanea, ha citato in giudizio l'ente dopo la revoca di tale incarico, sostenendo di aver subito un demansionamento illegittimo. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha respinto il ricorso. La Corte ha chiarito che la revoca di un incarico dirigenziale temporaneo, conferito in attesa delle procedure formali di assegnazione, non costituisce demansionamento se il dipendente viene riassegnato a mansioni riconducibili alla sua categoria contrattuale di appartenenza. L'incarico temporaneo non crea un diritto alla prosecuzione o alla formalizzazione dello stesso.
Continua »
Responsabilità dell’associato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una ex coordinatrice di un'associazione sindacale, condannata al risarcimento di 40.000 euro per non aver giustificato le spese e restituito una carta bancomat dopo la revoca del suo incarico. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la responsabilità dell'associato, ai sensi dell'art. 22 c.c., sussiste indipendentemente dai tentativi di rendicontazione tardivi e successivi alla cessazione del mandato. La decisione sottolinea che l'azione di responsabilità è distinta e prevalente rispetto alle procedure interne dell'associazione quando vengono violati i doveri di diligenza e correttezza.
Continua »
Indennità sostitutiva: no a stipendio superiore
La Corte di Cassazione ha stabilito che un dirigente del settore pubblico che svolge un incarico provvisorio di sostituzione, anche per un periodo molto lungo come quindici anni, non ha diritto alla retribuzione superiore corrispondente all'incarico, ma solo alla specifica indennità sostitutiva prevista dal contratto collettivo. Secondo la Corte, per la dirigenza pubblica non si applica la disciplina generale sulle mansioni superiori, e il superamento dei termini massimi di sostituzione non modifica questo principio.
Continua »
Prescrizione azione responsabilità fondazioni: 5 anni
Una fondazione di origine bancaria ha intentato un'azione di responsabilità contro i suoi ex amministratori e sindaci per presunta mala gestio. La Corte d'Appello, confermando la sentenza di primo grado, ha dichiarato l'azione prescritta. La decisione si fonda sull'applicazione analogica del termine di prescrizione quinquennale previsto per le società per azioni (art. 2393 c.c.), anziché quello ordinario decennale. La Corte ha motivato questa scelta evidenziando come la complessità gestionale, i requisiti di professionalità richiesti agli organi e la natura dell'attività patrimoniale delle fondazioni bancarie le rendano assimilabili alle società commerciali, giustificando l'applicazione della stessa disciplina sulla prescrizione per ragioni di certezza del diritto. L'appello è stato parzialmente accolto solo riguardo alla compensazione delle spese legali, data la novità e l'incertezza della questione giuridica.
Continua »