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Art. 18-bis Legge 22 aprile 2005, n. 69

5 provvedimenti

Mandato di arresto europeo: sì alla consegna per l’ergastolo
La Corte di Cassazione ha confermato la consegna all'Austria di un cittadino straniero, accusato di omicidio e tentato omicidio a Vienna. La difesa contestava la validità del mandato di arresto europeo, sostenendo che avesse finalità puramente investigative e che mancassero le garanzie per la pena dell'ergastolo prevista nello Stato estero. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che il mandato di arresto europeo processuale è pienamente legittimo anche per compiere singoli atti di indagine, come l'interrogatorio. Inoltre, i giudici hanno stabilito che l'omessa indicazione delle garanzie contro l'ergastolo perpetuo nella sentenza italiana non invalida la consegna se tali tutele sono già formalmente attestate nel testo del mandato emesso dallo Stato richiedente.
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Estradizione extraeuropea: quando non si può rifiutare
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di estradizione extraeuropea verso l'Albania. Il ricorrente, condannato per passaggio illecito di frontiera, chiedeva di scontare la pena in Italia, dove risiede, e temeva per la sua incolumità. La Corte ha respinto le argomentazioni, specificando che il radicamento in Italia non era stato provato secondo i requisiti di legge (almeno 5 anni) e che i rischi personali derivavano da criminalità comune, non da persecuzione statale, condizione necessaria per bloccare l'estradizione extraeuropea.
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Esecuzione pena straniera: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21169/2024, ha stabilito i rigidi confini del potere del giudice italiano nell'adattare una pena inflitta da un altro Stato UE. Nel caso di specie, relativo all'esecuzione pena straniera proveniente dalla Romania, la Corte ha chiarito che non è possibile applicare istituti italiani come la continuazione tra reati o sconti di pena assimilabili al rito abbreviato. L'unico intervento ammesso è la riduzione della pena solo se questa supera il massimo edittale previsto dalla legge italiana per lo stesso reato.
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Mandato di Arresto Europeo: quando si nega la consegna
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un cittadino rumeno contro la sua consegna alla Romania in base a un Mandato di Arresto Europeo. L'uomo sosteneva di risiedere in Italia da oltre cinque anni, condizione che permette di scontare la pena in Italia. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che prove frammentarie come contributi INPS discontinui e contratti di affitto non registrati non sono sufficienti a dimostrare un radicamento stabile e continuativo. La commissione di reati in Romania durante il presunto periodo di residenza in Italia è stata un fattore decisivo contro la sua tesi.
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Mandato d’arresto europeo: salute e consegna
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che disponeva la consegna di un cittadino polacco in esecuzione di un mandato d'arresto europeo. La decisione si fonda sulla necessità di una verifica concreta e individualizzata delle condizioni di salute del ricercato e delle cure che gli sarebbero state garantite. La Corte ha ritenuto insufficienti le rassicurazioni generiche fornite dallo Stato richiedente, stabilendo che la motivazione del giudice di merito era solo apparente e non aveva adeguatamente tutelato il diritto alla salute della persona.
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